ALL'OMBRA DELLA TORRE

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sabato 9 agosto 2014

LA STORIA DI LIVIA, CADUTA IN PIEDI ALLA BASTILLE CERRETESE.

Fonte: BLOG "@Bicarbonati" di GIAN PIETRO SIMONETTI




Oggi raccontiamo una storia sbagliata ma emblematica. Una storia di politica locale. La storia di Livia. Per farlo dobbiamo spostarci di pochi chilometri. E raggiungere Cerreto d'Esi. Qui, per dieci anni, ha brillato la stella di Davide Alessandroni, Ragioniere Capo del limitrofo Comune di Fabriano nei tempi nefasti dell'Antonio Merloni trionfante e poi, per un decennio, primo cittadino del piccolo comune ubicato sotto le Serre. Non prevedendo la norma il terzo mandato, per Alessandroni non è stata possibile un'ulteriore candidatura a Sindaco e questo impedimento normativo ha rimesso in moto la politica cerretese, anche come rinculo di un'eredità dei conti pubblici fortemente condizionata da elevati livelli di indebitamento. Fatto sta che alle elezioni comunali del maggio scorso a competere sono quattro liste: due civiche, una del Movimento 5 Stelle e una del Partito Comunista. Con il 48,7% dei voti a vincere è la lista civica Uniti per Cerreto. Diventa Sindaco un giovane avvocato: Livia Ciappelloni. Ha un'età con la quale, nell'Italia renziana, si può diventare Ministro o Presidente del Consiglio ma se ti metti in testa di fare il Sindaco devi mettere in conto ostacoli e ostracismi aggiuntivi rispetto al classico repertorio di trucchi, tranelli e imboscate. Anche in un Comune di quattromila anime, come Cerreto d'Esi. Ma nonostante i vincoli di contesto Ciappelloni vince e indossa la fascia tricolore. Tra chi la sostiene, come sempre accade in queste circostanze, c'è chi pensa di poterla pilotare, limitandone la sovranità decisionale e riconducendone l'operato a prassi eterodiretta governata da centrali esterne. In fondo il neo Sindaco non è solamentegiovane ma pure inesperta. Nel frattempo altri cerretesi puntano l'indice su un elemento aggiuntivo che può azzopparne il ruolo e cioè l'allegra brigata con cui la Ciappelloni ha condiviso campagna elettorale e progetto politico; una compagnia capace di portare voti ma, per alcuni, legata mani e piedi al vecchio sistema di potere cerretese. Ma se è successo a Nostro Signore di sbagliare nella scelta di almeno uno dei dodici Apostoli, non si può certo pretendere il lindo e il pinto da una Livia Ciappelloni o da un qualsiasi altroPinco Pallino intenzionato a capitanare una lista politica e a subire il fascino dell'arte di governo. Infatti ilnuovo Sindaco sbaglia subito: l'11 giugno 2014 si insedia ufficialmente - sostenuta da otto consiglierisu dodici - e annuncia in Consiglio Comunale la composizione della Giunta e la distribuzione delle deleghe. A partire dal Vicesindaco, individuato nella persona di Annalisa Porcarelli, figlia di Giovanni Porcarelli - protagonista dell'operazione JP Industries - e attiva in ruoli di primo piano all'interno dell'azienda di famiglia, come si evince, ad esempio, dalla sua presenza alla riunione del 31 luglio scorso presso ilMinistero dello Sviluppo Economico sul caso Ardo (Verbale di riunione JP Merloni). Che è un po' come se a Fabriano, due anni fa, Sagramola avesse nominato come ViceSindaco Maria Paola Merloni. Anche i più moderati tra i metalmezzadri l'avrebbero ribattezzata Giunta Merloni ed è naturale che molti abbiano visto nella scelta della Ciappelloni il segno indelebile di una Giunta Porcarelli, il marchio di fabbrica di una compagine di governo cittadino direttamente targata JP Industries. Insomma, fossi stato cerretese l'11 giugno mi sarei incazzato a bestia col neo Sindaco e l'avrei accusata di essere unprestanome politico. Ma dopo soltanto un mese va in onda il colpo di scena. Neanche il tempo di pisciare nei bagni del Comune di Cerreto e il Sindaco Prestanome si fa carico di un atto politicamente estremo e definitivo: firmare i decreti di revoca delle deleghe assessorili ad Annalisa Porcarelli e Katia Galli che si sarebbero distinte sin dalla riunione di Giunta del 16 giugno - ossia sei giorni dopo i decreti sindacali di nomina - per una serie di astensioni culminate in un'azione di dissenso focalizzata attorno al Bilancio di Previsione 2014 (I Decreti di Revoca). Attorno ai no ai si e ai ni della politica c'è sempre molto da discutere, da precisare e di eccepire, ma osservando le cose da una cittadina limitrofa - ovvero da sede neutrale - ci si rende conto che è davvero poco interessante scavare e scovare tra le motivazioni amministrative dello scontro e molto più sensato rifarsi al simbolismo politico, cioè a un Sindaco chemette fuori dalla Giunta la figlia del superindustriale locale. Fosse successo a Fabriano nel caso ipotetico di MPM Vicesindaco sarebbe stata la presa della Bastiglia. E in qualche modo lo è anche a Cerreto. I Decreti di Revoca del 18 luglio appaiono, infatti, come un atto di autonomia della politica dai poteri forti dell'economia. C'è dell'altro? Può darsi. Ma così è se vi pare. Come è naturale le revoche hanno prodotto uno strascico perchè in politica l'autonomia si paga, e paga dazio chi rompe il sistema delle alleanze e delle consuetudini. E si pagano pure le svolte psicologiche, i passaggi da Prestanome Impavida perchè gli strappi fanno saltare lo schema della mediazione, bruciano tutti i ponti alle spalle e alimentano desideri di vendetta; una vendetta pianificata e strutturata che trova la sua declinazione istituzionale il 7 agosto: otto consiglieri su dodici rassegnano simultaneamente le dimissioni, determinando la caduta del Sindaco e il Commissariamento del Comune di Cerreto d'Esi. La simultaneità configura l'esistenza di un accordo politico trasversale tra maggioranza e opposizione, un "inciucio a rompere" che se rappresenta un'oggettiva vittoria dell'opposizione, di certo getta un'ombra inquietante sulla maggioranza e sulla responsabilità politica e istituzionale dei suoi esponenti, che hanno preferito ricorrere a un'arma di distruzione di massa piuttosto che vincere una legittima battaglia politica ricorrendo allo strumento della mozione di sfiducia; strumento che avrebbe costretto ogni consigliere a motivare la propria posizione davanti al Consiglio Comunale e innanzi ai cerretesi. La storia di Livia finisce qui. Ma forse no, perchè cadere in piedi è il miglior viatico per risalire la china e tornare a vincere. Un monito e una lezione per chi aborre una politica che vive di sola tattica e di continui e snervanti inciuci.


giovedì 7 agosto 2014

COMUNE COMMISSARIATO, IL SINDACO DI CERRETO D’ESI REPLICA AI CONSIGLIERI DIMISSIONARI

Fonte: RADIOGOLD

Di seguito comunicato dell’ex sindaco Livia Ciappelloni a poche ore dal commissariamento del Comune di Cerreto d’Esi.

La sospensione del Consiglio comunale da parte del Prefetto avvenuta in data 7.8.2014 nasce dal fatto che i consiglieri dimissionari, di cui quattro di maggioranza ( Porcarelli, Galli, Bisolfati e Pasquini) e quattro di minoranza ( Chiucchi, Santarelli, Pupilli e Melchiorri) hanno preferito dare le dimissioni invece di presentarsi regolarmente in consiglio comunale previsto per il giorno 8.8.2014.

Probabilmente, dopo settimane di chiacchiericcio da bar, dopo tante supposizioni non supportate da nessun documento, in consiglio comunale di fronte ai cittadini in seduta ufficiale i nodi sarebbero venuti al pettine in maniera trasparente e democratica e i cerretesi avrebbero giudicato qual era la verità.

Si è perciò preferito evitare il confronto dialettico e democratico di fronte ai cittadini, preferendo la strada delle dimissioni.  

Perché i consiglieri dimissionari così impegnati a salvaguardare l’integrità del Comune, così decisi e così uniti in maniera trasversale nell’intento comune  di mandare a casa il Sindaco non hanno presentato una formale mozione di sfiducia al Sindaco medesimo in Consiglio comunale? Questa sono domande che i cerretesi si stanno facendo in questi momenti.

La verità è sotto gli occhi di tutti: la volontà di non voler fare governare in nessun modo il Sindaco Ciappelloni.  Gli avvenimenti di queste ultime settimane avvalorano oggettivamente  questa tesi e le dimissioni di oggi lo certificano in maniera inequivocabile.

Rimane forte il rammarico. È ineluttabile che questa amministrazione viene mandata a casa sulla base del nulla, a poco più di due mesi dalle elezioni, al Sindaco Livia Ciappelloni e alla sua amministrazione, sistematicamente,  non gli è stato permesso di amministrare. Queste dimissioni non scaturiscono dal dissenso all’azione di governo, ad atti o provvedimenti:  come si può parlare di contraddittorietà amministrativa se il Sindaco aveva appena iniziato a governare?

Tra l’altro del tutto innaturale questa unione tra centro destra, partito democratico e movimento cinque stelle volta al commissariamento della cittadina di Cerreto d’Esi, soprattutto se si ricorda che in campagna elettorale la lista “Uniti per Cerreto” era stata attaccata politicamente per questo connubbio tra centro sinistra e centro destra.  

Per di più ci si meraviglia che lo stesso esponente del movimento 5 stelle abbia presentato le proprie dimissioni pur avendo richiesto un consiglio comunale aperto in cui i cittadini avrebbero potuto prendere la parola e confrontarsi direttamente con l’amministrazione, relativamente al quale quest’ultima non si sarebbe sottratta.

L’unico forte rammarico è per le concittadine e i concittadini di Cerreto d’Esi.

I cerretesi, a questo punto, sanno chi ha provocato l’arrivo del commissario: i dimissionari, con la loro scelta inspiegabile, hanno la responsabilità storica di portare il commissario a Cerreto.

Il tempo è galantuomo.


domenica 29 giugno 2014

LA NUOVA GIUNTA TRACCIA LE LINEE GUIDA

Fonte: L'AZIONE

Mercoledì 11 giugno si è svolto il primo consiglio comunale della nuova amministrazione guidata dal Sindaco Livia Ciappelloni. La sala del Consiglio non è riuscita a contenere i numerosissimi cerretesi che non sono voluti mancare a questo primo appuntamento ufficiale. Grande entusiasmo da parte dei cittadini, tanta volontà di partecipazione. Un clima disteso, da primo giorno di scuola favorito, senza dubbio, dai numerosi volti nuovi che siedono per la prima volta in Consiglio comunale.
 I lavori dell’ assemblea si sono aperti con il giuramento del Sindaco Livia Ciappelloni che ha voluto ringraziare in primo luogo i concittadini per il sostegno, la stima dimostrati e per la nutrita presenza in occasione di questo primo consiglio comunale. Augurando buon lavoro a tutti i consiglieri e, rivolgendosi in particolare alla minoranza, la Ciappelloni ha auspicato una  leale collaborazione, un sereno confronto all’insegna della buona dialettica. Significativo il passaggio sui non eletti di cui è stato sottolineato l’impegno da loro profuso durante la campagna elettorale. Successivamente il neo Sindaco ha voluto rivolgere un ringraziamento non rituale a chi l’ha preceduta in questa carica per la correttezza e la cordialità dimostrata.  I cerretesi, con il loro voto, hanno dimostrato la loro fiducia in un Sindaco e in un gruppo di consiglieri, donne e uomini, notevolmente giovani. Impegno, competenza , voglia di imparare ed umiltà saranno perciò i presupposti che caratterizzeranno l’azione di governo e che verranno tradotti in atti concreti attraverso un metodo collegiale, condiviso e partecipato; lo stesso principio in cui la lista “Uniti per Cerreto” ha fortemente creduto ed ha adottato in campagna elettorale.  
Successivamente l’assemblea ha eletto Carlo Pasquini come Presidente del Consiglio comunale che ha ringraziato per la fiducia, affermando che riporrà tutta la sua dedizione nel espletare questo compito che lo vedrà impegnato nel ruolo di garante sia della maggioranza che della minoranza.
Il Sindaco ha poi illustrato all’assemblea la composizione della giunta e le deleghe: Sergio Gubinelli ricoprirà il ruolo di assessore per l’assetto del territorio, lavori pubblici, spettacolo e turismo, patrimonio. Ad Annalisa Porcarelli il ruolo di Vice-Sindaco e di assessore al bilancio e finanziamenti europei, alle politiche giovanili, al lavoro e attività produttive.  Ad Italo Mazzolini gli assessorati dell’ambiente con riferimento ai soli rifiuti, protezione civile, sport, polizia municipale e viabilità, mentre Katia Galli è stata nominata assessore per le politiche scolastiche e formative, l’ urbanistica  e l’università degli adulti. Il Sindaco ha assunto le deleghe per il personale, la cultura, la sanità e servizi sociali.
Il consiglio ha provveduto ad eleggere la nuova commissione elettorale comunale formata da Jacopo Vito, Carlo Pasquini, Manuel Pupilli come membri effettivi e  Michela Bellomaria, Massimo Melchiorri e Danilo Bisolfato come supplenti.

L’ultimo punto del’ordine del giorno ha visto il Sindaco esporre le linee programmatiche di governo.  Questo programma è frutto della volontà delle singole persone che da cinque anni a questa parte hanno voluto contribuire con serietà ed affidabilità alla valorizzazione del proprio paese mantenendo costanti i propri ideali e l’impegno di persone nuove che hanno deciso di partecipare e collaborare con le proprie idee ad un fine comune, il benessere di Cerreto d’Esi.  Partendo dal presupposto che il compito di chi amministra è creare le condizioni per garantire il benessere di ogni cittadino e della comunità, l’obiettivo dell’amministrazione è quello di far diventare Cerreto d’Esi un Paese bello e vivibile, dinamico e stimolante attraverso una seria azione sulla viabilità, sui trasporti, sull’urbanistica, sull’ecologia,  sull’ambiente e sul territorio. Cerreto d’Esi deve anche essere un Paese partecipe, solidale e attento agli interessi dei cittadini: per questo la nuova amministrazione intende  porre un’attenzione particolare alle politiche sociali, perché prima di tutto trovino protezione, aiuto e sostegno le persone più bisognose, quali i disoccupati, le persone con difficoltà economiche, gli anziani, i diversamente abili e le loro famiglie. E’ altresì essenziale mostrare particolare attenzione alla promozione  delle politiche sociali, della famiglia, della prima infanzia, dell’adolescenza e della terza età, della cultura, del tempo libero, dello sport e delle politiche giovanili, oltre a mantenere rapporti di stretta collaborazione con l’associazionismo, il mondo delle imprese, quello della cooperazione sociale e del volontariato.  Cerreto d’Esi è sempre stato un Paese promotore di iniziative a tutela del lavoro e della dignità dei lavoratori, è pertanto estremamente importante, soprattutto in un momento di crisi economica, continuare ad incoraggiare le attività suddette, nel dialogo costante con tutte le parti sociali, superando le divergenze politiche per perseguire il nobile obiettivo di garantire a tutti i cittadini condizioni di lavoro e di vita dignitose.  Questo  programma, che potrà essere migliorato, ma mai rinnegato,  nasce dal connubio tra le idee e le iniziative che il Sindaco Ciappelloni e lista civica “Uniti per Cerreto” hanno elaborato anche grazie all’ausilio delle associazioni di volontariato, di enti che rappresentano i lavoratori delle varie categorie , di esperti in vari settori, dei commercianti, delle forze produttive, dei giovani e dei cittadini di Cerreto d’Esi , i quali tutti, nessuno escluso ed eccettuato, hanno manifestato e condiviso  l’interesse per il benessere della nostra città. Con la premessa che tutte le attività ed i progetti del programma verranno sviluppati attraverso lo studio e l’impiego di bandi Europei, Nazionali, Regionali proprio con l’intento di evitare inutili e gravosi sacrifici ad ogni singolo concittadino, la cooperazione e la sensibilizzazione sui temi proposti hanno prodotto un programma concreto, serio e fattibile che non intende creare delle false illusioni su attività o progetti che mai potranno essere iniziati e/o portati a termine. 

Michela Bellomaria

mercoledì 18 giugno 2014

CERRETO D'ESI, UN SUCCESSO LA GARA DI TIRO A VOLO


Il maltempo non ha impedito a tanti appassionati del tiro a volo di partecipare ed assistere ad un appuntamento tradizionale e molto atteso, il prestigioso trofeo FB. A Cerreto d’Esi si è svolta la terza edizione della manifestazione che prende il nome dalla celebre cartuccia da caccia e da tiro, molto ricercata ed apprezzata dagli appassionati del tiro a volo, prodotta dall’imprenditore chiaravallese Luciano Beni. Grande successo di partecipanti e di pubblico che non sono voluti mancare alla due giorni di sana competizione svoltasi sulle pedane del Tav cerretese, presieduto da Ugo Pierpaoli, da lustri ineguagliabile padrone di casa. La gara era divisa in due specialità, fossa olimpica e percorso di caccia. La competizione è stata avvincente sin dalle prime battute: i partecipanti hanno dato vita ad una gara appassionante ed incerta che li ha visti appaiati in tutte due le tipologie di tiro. Per poter designare i vincitori delle varie categorie si è dovuto attendere l’esito del “barrage”, l’elettrizzante spareggio. Alla fine, splendida riconferma per Fabio Mengucci al percorso di caccia (piccoli calibri) mentre la fossa olimpica ha visto protagonisti Giovannini ed Amori. Madrina della serata la neo eletta sindaco di Cerreto D’Esi, avv. Livia Ciappelloni, che ha premiato i vincitori con medaglie e premi e che era accompagnata dall’assessore allo sport locale. Danilo Pediconi ha sollecitato gli amministratori comunali a patrocinare le future edizioni del trofeo FB ed il sindaco Ciappelloni ha assicurato la disponibilità personale e della giunta a sostenere una manifestazione che richiama molti appassionati da tante località.
di Gianluca Fenucci