ALL'OMBRA DELLA TORRE

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giovedì 20 febbraio 2014

MARCHE, 10 MESI PER UN'ECOGRAFIA. TUTTI I TEMPI DI ATTESA DELLA SANITA' LUMACA

Fonte. Il Messaggero
http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/marche_ancona_sanit_amp_agrave_liste_attesa_tempi_mammografia/notizie/530556.shtml


Attese record per visite mediche ed esami nelle Marche. Quattro mesi di attesa per una visita endocrinologica, oculistica ed oncologica. Quasi dieci per un'ecografia mammaria o una mammografia. È la piaga delle liste d'attesa del sistema sanitario marchigiano così come fotografato dalla stessa Regione, che non può fare a meno di suonare il campanello d'allarme e correre ai ripari. Riduzione dei tempi di accesso a prestazioni cliniche e diagnostiche e il taglio alla mobilità passiva, le due priorità che Palazzo Raffaello si è impegnato a raggiungere entro il 2015 sottoscrivendo il protocollo programmatico con i sindacati confederali lunedì scorso. Da che situazione si parte? Il contesto è da emergenza. L'attivazione del Cup, Centro unico regionale, a regime dal 2010, non ha risolto le criticità. Secondo i dati (aggiornati al 2011) riportati alla giunta regionale nell'ultima delibera di gennaio 2014, rispetto alle visite il dato più allarmante è quello di endocrinologia, con un tempo di attesa media di 125 giorni, dove il tempo massimo consentito dal sistema nazionale è di 30 giorni, derogato a 45 dalle Marche, che però non riescono comunque a rispettare gli standard. Sono 87, invece, i giorni di attesa per una visita oculistica (30 giorni il tempo massimo consentito), 76 per una cardiologica (45 tempo massimo), 69 oncologica (30). Garantite le visite urgenti e rispettati i tempi di quelle definite brevi, per le quali il massimo consentito sono 10 giorni di attesa. Altro capitolo gli esami strumentali. Le situazioni più fuori controllo la mammografia, quasi 10 mesi (290 giorni) l'attesa media, su uno standard fissato a livello nazionale di due mesi, derogati a tre dalla Regione Marche. Segue l'ecografia mammaria 283 giorni (90 l'attesa massima di riferimento) e poi la risonanza magnetica al cervello e tronco encefalitico che sfora di 78 giorni il limite massimo ammesso di 90 e ancora due mesi di sforamento per quella alla colonna vertebrale. Al quadro si aggiungono gli oltre 33 milioni che le Marche pagano alle altre regioni per i suoi cittadini che preferiscono farsi curare altrove, la così detta mobilità passiva. Ortopedia, oculistica e otorino i reparti che mettono in fuga i pazienti marchigiani. La Regione si dichiara pronta a correre ai ripari. Come? Sulle liste di attesa, spiega il direttore del Servizio salute, Piero Ciccarelli, «la drastica riduzione delle prescrizioni inappropriate, in collaborazione con i medici di base, la differenziazione, sempre con l'aiuto dei medici di medicina generale, tra la prima visita specialistica e i successivi controlli periodici. Ancora - prosegue - la razionalizzazione e differenziazione delle tempistiche di follow up. Chi è affetto da malattia cronica che sa che ogni 6 o 8 mesi dovrà tornare dallo specialista, non deve più passare attraverso il Cup, ma gestiti direttamente dallo specialista».


giovedì 4 aprile 2013

SANITA' MARCHE, IL COMMISSARIAMENTO NON E' SOLUZIONE

Fonte: www.radiogoldfabriano.blogspot.it




In Regione prosegue il dibattito sulla sanità marchigiana. Molte le polemiche intorno ai piccoli ospedali che verranno convertiti in “Case della Salute”, come per i nosocomi di Sassoferrato e Matelica. Intanto su Facebook “Le Marche con Spacca” tuona così: “Occorre fare in fretta ed evitare in tutti i modi il commissariamento della sanità, perché, in caso contrario, ecco le conseguenze: aumento automatico addizionale Irpef ed Irap; blocco automatico del turn over del personale del servizio sanitario; divieto di effettuare spese obbligatorie per due anni e cioè azzeramento di tutti gli interventi regionali più importanti; decadenza di tutti i direttori generali, amministrativi e sanitari in Regione nonchè l'assessorato alla salute.” Il Governatore Spacca ha dichiarato poco fa: “La Giunta questa mattina ha preso visione della proposta del direttore dell'Asur e gli ha chiesto di confrontarla con i territori nelle prossime settimane, per offrire ad ogni comunità la situazione più appropriata compatibile con gli interessi generali della nostra Regione. Via libera, inoltre, al potenziamento della rete di emergenza e del soccorso nelle zone dell'entroterra con più mezzi e più servizi. Solo dopo questo confronto si passerà all'adozione del provvedimento amministrativo. solo allora sarà giusto contestare o insultare.” Intanto, l’Assessore regionale al Bilancio, Pietro Marcolini afferma che “… il commissariamento non è una soluzione. La Regione Marche rispetta faticosamente i limiti del pareggio di bilancio generale e, in particolare, della sanità.”
 

mercoledì 3 aprile 2013

REGIONE, NESSUN CAMBIO A VERTICI SANITA'

Fonte: ANSA

Giunta Marche, il riordino andra' avanti

''Nessun cambiamento ai vertici aziendali della sanita'''. La giunta regionale smentisce indiscrezioni di stampa apparse oggi, e in una nota invita ''gli operatori dell'informazione a una verifica puntuale delle fonti che evidentemente diffondono informazioni destituite di ogni fondamento''. La giunta ribadisce che ''il processo di riforma del sistema sanitario regionale sta procedendo secondo la programmazione stabilita, che non prevede cambiamenti delle figure apicali''.

mercoledì 20 marzo 2013

MARCHE: ECCO LA RIFORMA DELLA SANITA'

Fonte: il Resto del Carlino


Tredici ospedali diventano Case della salute. Previsto esubero di 450 dipendenti, tutti precari. Sindacati in piazza il 25 marzo



Piccoli ospedali, il quadro della riforma nelle Marche ha ora contorni più precisi. Dei tredici presìdi minori convertiti in Case della salute, solo sei avranno anche la lungodegenza. Gli ospedali riconvertiti in Case della salute pure sette. Cagli e Fossombrone nel Pesarese, Chiaravalle e Sassoferrato in Provincia di Ancona, Matelica nell'Area vasta di Macerata. Montegiorgio e Sant'Elpidio a Mare nel Fermano.

Manteranno funzioni di lungodegenza e cura delle cronicità Sassocorvaro (Pesaro), Loreto (Ancona), Cingoli, Recanati, Tolentino e Treia nel Maceratese. Questo è quanto proposto ieri dalla Regione ai sindacati. Un summit in cui il direttore generale Asur Piero Ciccarelli ha confermato che i 18 reparti da tagliare verranno decisi nelle contrattazioni di Area vasta e che il taglio di dipendenti nel 2013 sfiorerà le 450 unità.
Gli esuberi saranno tutti precari, un terzo dei 1.500 contratti a tempo determinato nell'intera regione. Non si toccano i contratti a tempo indeterminato. Per questo la Regione ha spiegato a Cgil, Cisl e Uil che non ci saranno licenziamenti. I sindacati si dicono comunque estremamente preoccupati per una proposta che fatica ad entrare nel dettaglio. Confermano pertanto la manifestazione regionale del 25 marzo ad Ancona per protestare contro la riforma, perché «non si comprendere ancora dove verranno tagliati i 551 posti letto, non si conoscono gli obiettivi per contenere liste di attesa e mobilità passiva e si profila un altro taglio ai dipendenti del comparto».

Dopo la manifestazione, sindacati e Regione sono attesi ad un altro confronto. Il quadro complessivo del riassetto si ricompone. L'assessore alla Salute Almerino Mezzolani ha declinato il taglio di posti letto per singola Area vasta. Il taglio complessivo è di 551 posti letto. Si scende da 6.261 a 5.710. I 5.325 posti letto per malati acuti diventano 4.530, per un taglio di 795 posti. Aumentano i letti per la lungodegenza e la riabilitazione. Da 936 si passa a 1.180, un saldo positivo di 244 posti. In provincia di Pesaro i posti letto per acuti passano da 912 a 808 (-104), quelli di lungodegenza da 171 a 180 (+9), per un taglio complessivo di 95 posti.
In provincia di Ancona i posti per malati acuti si
riducono da 2.171 a 1.870 (-301), la lungodegenza sale da 386 a 444 posti (+58), il deficit complessivo è di 243 posti letto. Nel Maceratese i letti per acuti scendono da 1.039 a 823 (-216), quelli per lungodegenti salgono da 248 a 316 (+68), per un taglio di 148 letti. Fermo è l'unica provincia ad avere più posti dopo la riforma, sette, grazie ad un aumento dei posti per lungodegenti da 27 a 83 (+56), che compensa la riduzione dei posti per acuti, che calano da 436 a 387 (-49). In provincia di Ascoli, infine, i posti letto per acuti scendono da 767 a 642 (-125), quelli per lungodegenti salgono da 104 a 157 (+53). 
Il taglio dei posti letto per acuti e l'incremento dei posti letto per la cura delle cronicità è stato imposto dal decreto Balduzzi. Le Marche, attualmente, hanno una media di 3,9 posti letto ogni 1.000 abitanti. Il decreto del ministro della Sanità obbliga la regione a scendere a 3,7 posti letto ogni mille abitanti. «Ma a livello provinciale - fanno notare i sindacati - permane un preoccupante squilibrio». Pesaro ha 2,7 posti letto ogni mille abitanti; Ancona 4,66; Macerata 3,67; Fermo 2,66; Ascoli 3,7. 
Nel summit di ieri la Regione ha ribadito che tutti i 13 ospedali riconvertiti in Case della Salute avranno un medico che opera dalle 8 alle 20 e una guardia medica che opera in orario notturno. I medici di medicina generale saranno chiamati ad assistere le patologie croniche dell'anziano come broncopatie, scompensi cardiaci, asma e diabete. Le Case della Salute manterranno le funzioni specialistiche, effettueranno gli interventi programmati, ma non di urgenza. Ogni presidio avrà un mezzo di soccorso.