ALL'OMBRA DELLA TORRE

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mercoledì 15 aprile 2015

DESI MOBILI, OPERAI SENZA STIPENDIO

Fonte: ANSA


I sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono di valutare ''in tempi brevissimi'' ogni possibile soluzione per i dipendenti della Desi Mobili di Cerreto d'Esi, in contratto di solidarietà dal giugno scorso. Le organizzazioni sindacali invitano la giunta regionale a sollecitare il Tribunale di Ancona per la nomina del curatore fallimentare. I lavoratori della Desi non percepiscono il salario dal febbraio scorso.


giovedì 23 ottobre 2014

IL MALTEMPO NON MOLLA LA PRESA, PROLUNGATA L'ALLERTA METEO

FONTE: PROTEZIONE CIVILE REGIONE MARCHE

FONTE: PROTEZIONE CIVILE REGIONE MARCHE
Il dipartimento della protezione civile regionale ha prolungato l'allerta meteo, emettendo, oggi alle 13, un nuovo bollettino di condizioni meteo avverse con inizio validità per 23/10/2014 alle ore 00:00 e fine validità per il 24/10/2014 alle ore 24:00.

Un sistema depressionario che tenderà a stazionare tra il basso Adriatico e la penisola balcanica determinerà, anche sulle Marche, intensi flussi di rientro con conseguenti precipitazioni diffuse, vento molto forte e mare agitato. 

PIOGGIA: 
a partire dalle ore centrali di giovedì 23 fino al mattino di venerdì 24 si prevedono precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio, con cumulate moderate, localmente elevate. I fenomeni potranno risultare più abbondanti nel settore centro-meridionale della regione.

VENTO:
si segnalano venti da N con intensità di vento fresco o burrasca e raffiche fino a burrasca forte durante la giornata di giovedì 23; intensità in graduale attenuazione con locali raffiche fino a burrasca nel corso della giornata di venerdì 24. Le intensità descritte si avranno in particolare lungo la fascia costiera. 
Questo avviso è seguito, in relazione alle precipitazioni previste, dall'avviso di criticità idrogeologica n.14. 



mercoledì 26 febbraio 2014

MARCHE, NASCE UN FIGLIO? ADDIO LAVORO

Fonte: www.unosguardoalfemminile.it
Fonte: Il Resto del Carlino 
http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/2014/02/26/1031423-gravidanza-dimissioni-lavoro-marche.shtml

Secondo i dati elaborati dalla Cgil, tra il 2009 e il 2013 tremila lavoratrici hanno lasciato l'occupazione durante la gravidanza o subito dopo il parto. Barbaresi: "Dato preoccupante"

Sono duemilanovecentottanta i padri e soprattutto le madri lavoratrici che nel quinquennio 2009-2013 hanno lasciato il lavoro durante la gravidanza o subito dopo la nascita di un figlio nelle Marche, di cui 643 nel 2013.
“Si tratta di dati particolarmente preoccupanti perché anche in questo momento di profonda crisi economica e occupazionale, quando un posto di lavoro è tanto prezioso, il fenomeno delle dimissioni delle lavoratrici madri non sembra volersi attenuare”, commenta Daniela Barbaresi, segretaria regionale CGIL. Secondo i dati forniti dalla Direzione Regionale del Lavoro ed elaborati dalla CGIL Marche, nel 2013, 573 lavoratrici si sono dimesse “volontariamente” nel primo anno di vita del bambino, che la legge Fornero ha esteso fino ai primi 3 anni di età del figlio, andando a convalidare le dimissioni alla Direzione Provinciale del Lavoro. Ad esse si aggiunge il numero, difficile da quantificare, delle mamme lavoratrici non tenute alla convalida delle dimissioni alla DPL, per non parlare delle tante lavoratrici precarie per le quali la maternità significa spesso la perdita di ogni speranza di rinnovo del contratto. Alle madri si aggiungono poi anche 70 padri lavoratori per un totale di 643 dimissioni nel 2013. Tra i motivi della scelta di lasciare il posto di lavoro, prevalgono le difficoltà connesse alla presenza, agli orari e ai costi e ai servizi: la maggior parte delle donne dichiara di essere costretta a lasciare il lavoro perché non può contare sull’assistenza al neonato da parte di una rete parentale di supporto (22%); di poco inferiore il numero di lavoratrici per le quali la mancanza di posti nell’asilo nido, o comunque il mancato accoglimento del neonato al nido, rende incompatibile l’occupazione lavorativa e l’assistenza al bambino (18%). Particolarmente significativo anche il numero delle donne che lascia il lavoro a causa degli elevati costi dei servizi di assistenza al bambino per asili nido, baby sitter, ecc. (8%) o per la mancata concessione del part time da parte dell’azienda (2%). Il 18% delle lavoratrici si dimette per passare ad altra azienda. Ma poi c’è anche un 28% di donne che lascia il lavoro per dedicarsi interamente alla famiglia e in particolare alla cura dei figli. “Le ragioni alla base di tali dimissioni – prosegue Daniela Barbaresi - segnalano la solitudine di troppe lavoratrici costrette a fare i conti con una rete di servizi inadeguata ai bisogni e i cui costi sono spesso troppo elevati per tante famiglie alle prese con le difficoltà economiche rese esasperate dalla crisi”. Ma chi sono le lavoratrici che lasciano il lavoro alla nascita di un figlio, soprattutto in questo momento nel quale un posto di lavoro è tanto prezioso? La maggior parte delle lavoratrici è abbastanza giovane e ha almeno un figlio o comunque presenta le dimissioni dopo la nascita del primo bambino (58%); significativo anche il numero delle donne che hanno due figli (32%) o più (5%). Più limitato il numero di coloro che lasciano il lavoro durante la gravidanza (5%). Le imprese dalle quali le lavoratrici provengono sono prevalentemente di piccole e piccolissime dimensioni, quasi sempre non sindacalizzate e dove è maggiore il senso di isolamento e la solitudine della lavoratrice: il 70% delle aziende che le donne lasciano quando nasce un figlio ha meno di 15 dipendenti  il 16% ha tra 16 e 50 dipendenti. “E’ necessario che il diritto al lavoro possa realmente coniugarsi con quello alla maternità; per questo occorrono misure concrete e durature, frutto di una strategia complessiva che riconosca la centralità del lavoro delle donne con un sistema di infrastrutture sociali idoneo a rispondere ai bisogni delle madri, dei padri e dei bambini”. “Se da un lato la priorità è creare nuovi posti di lavoro, dall’altro  occorre mettere in condizioni chi il lavoro ce l’ha di poterlo mantenere serenamente” .“Per favorire misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la Regione Marche, le Organizzazioni sindacali e datoriali hanno recentemente firmato un protocollo di impegni”.



giovedì 20 febbraio 2014

MARCHE, 10 MESI PER UN'ECOGRAFIA. TUTTI I TEMPI DI ATTESA DELLA SANITA' LUMACA

Fonte. Il Messaggero
http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/marche_ancona_sanit_amp_agrave_liste_attesa_tempi_mammografia/notizie/530556.shtml


Attese record per visite mediche ed esami nelle Marche. Quattro mesi di attesa per una visita endocrinologica, oculistica ed oncologica. Quasi dieci per un'ecografia mammaria o una mammografia. È la piaga delle liste d'attesa del sistema sanitario marchigiano così come fotografato dalla stessa Regione, che non può fare a meno di suonare il campanello d'allarme e correre ai ripari. Riduzione dei tempi di accesso a prestazioni cliniche e diagnostiche e il taglio alla mobilità passiva, le due priorità che Palazzo Raffaello si è impegnato a raggiungere entro il 2015 sottoscrivendo il protocollo programmatico con i sindacati confederali lunedì scorso. Da che situazione si parte? Il contesto è da emergenza. L'attivazione del Cup, Centro unico regionale, a regime dal 2010, non ha risolto le criticità. Secondo i dati (aggiornati al 2011) riportati alla giunta regionale nell'ultima delibera di gennaio 2014, rispetto alle visite il dato più allarmante è quello di endocrinologia, con un tempo di attesa media di 125 giorni, dove il tempo massimo consentito dal sistema nazionale è di 30 giorni, derogato a 45 dalle Marche, che però non riescono comunque a rispettare gli standard. Sono 87, invece, i giorni di attesa per una visita oculistica (30 giorni il tempo massimo consentito), 76 per una cardiologica (45 tempo massimo), 69 oncologica (30). Garantite le visite urgenti e rispettati i tempi di quelle definite brevi, per le quali il massimo consentito sono 10 giorni di attesa. Altro capitolo gli esami strumentali. Le situazioni più fuori controllo la mammografia, quasi 10 mesi (290 giorni) l'attesa media, su uno standard fissato a livello nazionale di due mesi, derogati a tre dalla Regione Marche. Segue l'ecografia mammaria 283 giorni (90 l'attesa massima di riferimento) e poi la risonanza magnetica al cervello e tronco encefalitico che sfora di 78 giorni il limite massimo ammesso di 90 e ancora due mesi di sforamento per quella alla colonna vertebrale. Al quadro si aggiungono gli oltre 33 milioni che le Marche pagano alle altre regioni per i suoi cittadini che preferiscono farsi curare altrove, la così detta mobilità passiva. Ortopedia, oculistica e otorino i reparti che mettono in fuga i pazienti marchigiani. La Regione si dichiara pronta a correre ai ripari. Come? Sulle liste di attesa, spiega il direttore del Servizio salute, Piero Ciccarelli, «la drastica riduzione delle prescrizioni inappropriate, in collaborazione con i medici di base, la differenziazione, sempre con l'aiuto dei medici di medicina generale, tra la prima visita specialistica e i successivi controlli periodici. Ancora - prosegue - la razionalizzazione e differenziazione delle tempistiche di follow up. Chi è affetto da malattia cronica che sa che ogni 6 o 8 mesi dovrà tornare dallo specialista, non deve più passare attraverso il Cup, ma gestiti direttamente dallo specialista».


domenica 12 gennaio 2014

SANITA' MARCHE, STOP ALLA RICETTA ROSSA

Fonte: Resto del Carlino 

Fonte: Resto del Carlino 
La sanita’ marchigiana fa un altro passo in avanti verso l’informatizzazione territoriale e, sia pure in forma sperimentale, dira’ addio alla tradizionale ‘ricetta rossa’. Saranno, infatti, 263 medici (215 di assistenza primaria e 49 pediatri), individuati dall’Asur su base volontaria, a iniziare il percorso, che successivamente verra’ esteso a tutte le Marche, utilizzando al momento i loro strumenti e i loro programmi per l’invio dei dati e delle ricette al sistema di accoglienza centrale del ministero dell’Economia, in attesa di disporre degli strumenti forniti dalla Regione. Dal punto di vista pratico, in questa fase di avvio che comincera’ entro il mese di gennaio, il cittadino che si rivolge dal proprio medico di fiducia, se collabora all’iniziativa, al momento della prescrizione del farmaco, si vedra’ consegnare, al posto della ‘ricetta rossa’, un promemoria stampato su carta bianca, che potra’ essere utilizzato in farmacia per il ritiro dei farmaci prescritti.

martedì 26 novembre 2013

METEO, ANCORA ARIA ARTICA.

Fonte: Protezione civile Regione Marche

La goccia fredda di aria di origine artica stazionerà sul bacino
dell'Adriatico centro-meridionale fino alla giornata di Giovedì 28, favorendo sulla nostra regione precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio. L'avvezione di aria molto fredda farà scendere lo zero termico attorno ai 400/500m, con conseguenti nevicate a zone collinari e localmente prossime alla pianura.

Previsioni per Martedì 26/11/2013

Cielo: nuvoloso o molto nuvoloso
Precipitazioni: diffuse, deboli sui settori settentrionali e più intense sui settori centro-meridionali della regione, in particolare su quelli interni. Limite delle nevicate attorno ai 200m, con cumulate che sui Sibillini saranno attorno ai 20/30cm
Temperature: senza variazioni di rilievo
Venti: nord-orientale forte (valore 7 Beaufort) lungo la costa e tra moderato e teso (valori 4 e 5    Beaufort) altrove
                                               Mare: agitato
                                               Fenomeni Particolari: nessuno


Previsioni per Mercoledì 27/11/2013

Cielo: molto nuvoloso o coperto, con nuvolosità in attenuazione nel corso della notte tra Mercoledì e Giovedì
Precipitazioni: diffuse, anche a carattere di rovescio. Limite delle nevicate attorno ai 200m, localmente anche a quote pianeggianti in caso di maggior intensità delle precipitazioni
Temperature: stazionarie o in ulteriore lieve diminuzione
Venti: nord-orientali, moderati o tesi (valori 4 e 5 Beaufort) lungo la costa e a brezza tesa (valore 3 Beaufort) altrove. Attenuazione dell'intensità nel corso del pomeriggio
Mare: inizialmente agitato, con moto ondoso in graduale attenuazione
Fenomeni Particolari: dalla serata e durante la notte tra Mercoledì e Giovedì locali gelate nelle vallate e conche dell'interno

Previsioni per Giovedì 28/11/2013

Cielo: parzialmente nuvoloso, con schiarite gradualmente più ampie
Precipitazioni: assenti
Temperature: minime in ulteriore diminuzione, massime stazionarie o in lieve ripresa
Venti: nord-occidentali moderati (valore 4 Beaufort) lungo la costa e di brezza leggera o brezza tesa (valori 2 e 3 Beaufort) sull'interno
Mare: moto ondoso in ulteriore atteunazione fino a diventare mosso, molto mosso al largo
Fenomeni Particolari: al mattino probabili diffuse gelate sui settori interni e collinari

mercoledì 13 novembre 2013

MALTEMPO: RICHIESTO LO STATO D'EMERGENZA.

Cerreto d'Esi

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it


 Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’art. 5 della Legge 225 del 1992 per la straordinaria ondata di maltempo che sta colpendo l’intero territorio regionale da domenica 10. Molte, sottolinea il presidente che rivolge un particolare ricordo alle due persone decedute nel Pesarese, sono le attività produttive risultate fortemente danneggiate. Le Province, i Comuni, l’Anas, le Ferrovie dello Stato, l’Enel e le varie società che gestiscono l’erogazione dei servizi pubblici stanno impiegando tutto il proprio personale e le risorse a disposizione per ripristinare nel minor tempo possibile condizioni minimali di funzionalità territoriale, ma un quadro articolato del danneggiamento complessivo potrà essere effettuato solo nei prossimi giorni ad emergenza consolidata.La richiesta è stata inviata questa mattina al Capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Franco Gabrielli. “Facendo seguito alle comunicazioni inoltrate dalla sala operativa regionale a sala Italia e come ampiamente riferito dagli organi di informazione – scrive Spacca - il territorio marchigiano dal 10 novembre è interessato da una  eccezionale condizione di maltempo (vento forte, precipitazioni intensissime e diffuse, violente mareggiate) che ha provocato esondazioni in quasi tutti i corsi d’acqua, allagamenti in aree urbane ed extraurbane, franosità, interruzioni stradali e ferroviarie soprattutto nella porzione collinare ed appenninica del territorio. Alcune località sono rimaste isolate e circa 30 famiglie sono state precauzionalmente allontanate dalle loro abitazioni”.
“Lo scenario che ormai è definito – conclude Spacca - è sicuramente quello di una situazione fronteggiabile solo con mezzi e poteri straordinari e pertanto chiedo la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’art. 5 della Legge 225 del 1992. Faccio riserva, non appena possibile, di inviare il rapporto di evento e tutta la documentazione necessaria, come stabilito dalla specifica direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 ottobre 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 2013”. Spacca ringrazia la Protezione civile nazionale per la costante collaborazione fornita in questi giorni alla Protezione civile regionale e tutti i volontari e le forze in campo in questo difficile momento.

mercoledì 23 ottobre 2013

INDESIT, PRESIDIO DEI LAVORATORI SOTTOLA SEDE DELLA REGIONE



Fonte:www.restodelcarlino.it


I manifestanti: "Siamo qui per rivendicare il nostro posto di lavoro". Nel vertice di lunedì al Ministero dello Sviluppo economico si è deciso di dimezzare gli esuberi.
Stamattina i lavoratori della Indesit hanno organizzato un presidio davanti alla sede dell’aula consiliare dell’Assemblea legislativa delle Marche, dopo il tavolo di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico. “Siamo qui per rivendicare il nostro posto di lavoro - ha detto uno dei manifestanti -, è una forma di protesta spontanea, decisa dai lavoratori durante l’assemblea di oggi a Fabriano”. I lavoratori hanno chiesto al presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi di entrare nell’aula consiliare e di parlare.
Poi è stato deciso di far incontrare una corposa delegazione con gli assessori regionali al Lavoro Marco Luchetti e alle Attività produttive Sara Giannini. Al momento nel piazzale di Palazzo Leopardi c’è un centinaio di lavoratori dello stabilimento di Albacina e si attendono i colleghi di Melano, ancora riuniti in assemblea a Fabriano. Il vertice di ieri a Roma ha sancito che gli esuberi su scala nazionale scendono dai 1.425 iniziali a 630, ma di fatto possono essere considerati 300 se si includono i 330 dipendenti che verranno accompagnati alla pensione nel prossimo triennio attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e non saranno rimpiazzati da nuovi ingressi.
E' l'ulteriore modifica - improntata sul mantenimento dei volumi produttivi in Italia a scapito dell'iniziale robusto trasferimento verso la Polonia - del piano industriale presentata dal management di Indesit ai sindacati.
Proprio le parti sociali per il momento giudicano in blocco ancora insoddisfacenti i nuovi ritocchi, ma hanno comunque chiesto dieci giorni di tempo per analizzare nel dettaglio la bozza del nuovo documento e decidere se accettare o meno il piano che non prevede alcun licenziamento e tre anni di utilizzo di ammortizzatori tra cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà.
Il 31 è previsto un nuovo vertice ancora in Ministero per fornire una risposta forse definitiva all'Indesit.


martedì 8 ottobre 2013

CACCIA AL CINGHIALE, RINVIATA L'APERTURA. COLDIRETTI: E' VERGOGNOSO.


www.ilrestodelcarlino.it

La Giunta regionale ha approvato una modifica al calendario venatorio 2013-2014, che relativamente a questa specie cambierà da provincia a provincia. L'associazione degli agricoltori furibonda.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Caccia, Paola Giorgi, ha approvato una modifica al calendario venatorio 2013/2014 relativamente al cinghiale. Questa specie, per effetto della modifica, sarà cacciabile in periodi diversi nelle varie provincie marchigiane. In particolare in quella di Pesaro e Urbino il prelievo sarà ammesso dal due novembre 2013 al 30 gennaio 2014, in quelle di Ancona e Macerata dal 20 ottobre 2013 al 19 gennaio 2014, in quelle di Fermo e Ascoli Piceno dal 13 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014. “La modifica – sottolinea Giorgi – avviene a seguito di specifiche richieste e incontri tenutisi con le Provincie, gli Ambiti territoriali di caccia, le associazioni venatorie e le squadre di cacciatori del cinghiale. A seguito degli approfondimenti è infatti emersa l’esigenza di modificare i periodi di caccia al cinghiale avendo riguardo alle diverse condizioni e organizzazioni definite dalla normativa vigente. Questa infatti prevede che l’attività di gestione e prelievo venga collegata in via esclusiva ai singoli Ambiti territoriali di caccia. L’assessorato alla Caccia ha ritenuto appropriato accogliere le proposte - sulle quali è stato acquisito anche il parere positivo sia dell’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale, sia dell’Osservatorio faunistico regionale - anche in considerazione delle motivazioni esposte dalle singole realtà territoriali”.
‘’Mentre gli agricoltori chiudono le aziende a causa dei continui danni causati dai cinghiali, la Regione Marche ha scelto di prendere le difese di una minoranza di hobbisti che passano le domeniche a sparare nelle campagne’’. Lo afferma la Coldiretti.  “Una scelta vergognosa - accusa il presidente dell’associazione Giannalberto Luzi -, che rappresenta uno schiaffo alle migliaia di imprese agricole che stanno soffrendo a causa dei danni provocati dai cinghiali’’. ‘’Mentre sarebbe stato necessario anticipare la caccia - conclude - hanno prevalso ancora una volta le richieste delle lobby dei cinghialai verso le quali la politica continua ad avere una inspiegabile sudditanza. E questo nonostante la loro efficacia sia quanto meno dubbia, visto che in questi anni la popolazione dei cinghiali e i conseguenti attacchi ai campi sono aumentati esponenzialmente’’.

mercoledì 28 agosto 2013

TUBERCOLOSI NEI CINGHIALI: INTERVIENE LA REGIONE

Fonte: Il Messaggero


Pronta replica della Regione alla denuncia della Lega per l'abolizione della caccia che aveva dato notizia del ritrovamento, ai margini dell'Esino, di una discarica di carcasse di cinghiali affetti da tbc. In realtà si è appurato che i resti ritrovati sono quelli di uno, massimo due esemplari sui quali sono in corso esami di laboratorio. L'allarme comunque resta alto. La Regione - informa una nota dell'assessorato alla caccia - sta monitorando attentamente la questione della tubercolosi dei cinghiali (e bovina) in quanto potenzialmente trasmissibile all'uomo attraverso l'ingestione di carne e dannosa per l'economia regionale. Il vero punto di debolezza del sistema - si avverte ancora nella nota regionale - è stato individuato nel bracconaggio: infatti, sono i bracconieri a fornire carne non controllata ai consumatori e ai ristoratori (che rischiano di essere altre vittime di questa situazione) con il rischio di infettare gli utenti. Invece, la caccia di selezione è sicura in quanto le squadre sono munite di veterinario che certifica le carni. Su iniziativa dell'assessore alla Caccia, Paola Giorgi che - conclude la nota - sta lavorando in equipe con i colleghi Mezzolani (Sanità) e Malaspina (Agricoltura), verranno immediatamente convocate le associazioni venatorie, gli ATC, le squadre per la caccia di selezione al cinghiale, le associazioni di categoria, le forze dell'ordine, i servizi veterinari, per concordare un'azione di rafforzamento dei controlli delle carni, di bonifica della malattia e di isolamento e punizione dei bracconieri che commettono un grave reato contrabbandando carne potenzialmente infetta.

martedì 9 luglio 2013

SERPENTONE INDESIT IN REGIONE, OPERAI PARTECIPANO AL CONSIGLIO REGIONALE.

Fonte: Il Resto del Carlino

"Gli operai dello stabilimento di Albacina si sono ritrovati alle 6.30 davanti ai cancelli. Rallentamenti alla circolazione. Una delegazione partecipa ai lavori del Consiglio regionale: tensione, cori da stadio e fischi ad amministratori e politici"


 In viaggio a velocità ridotta il carosello di circa trecento auto degli operai Indesit dallo stabilimento produttivo di Albacina (oggi chiuso per cassa integrazione) ad Ancona. I lavoratori, ritrovatisi alle 6,30 davanti ai cancelli, partecipano al Consiglio regionale sul lavoro dopo una trasferta in un vero e proprio corteo. In gran parte delle vetture i lavoratori hanno sventolato le bandiere delle organizzazioni sindacali e creato inevitabili rallentamenti alla circolazione lungo i 70 chilometri che separano la città della carta dal capoluogo regionale. In testa al serpentone le forze dell’ordine per controllare che tutto procedesse regolarmente durante il viaggio. Al consiglio regionale prende parte anche il sindaco Giancarlo Sagramola, già apertamente schieratosi dalla parte degli operai nella vertenza con l’azienda che ha annunciato 1.425 esuberi in Italia di cui 480 nella sola Fabriano. Al grido 'Fabriano in lotta, il lavoro non si tocca' e armate di rumorosi fischietti, diverse centinaia di lavoratori dell'Indesit hanno raggiunto la sede del consiglio regionale attorno alle 11, ovvero dopo oltre tre ore di viaggio a passo-lumaca dalla città della carta ad Ancona. Il serpentone delle vetture è sempre rimasto compatto generando rallentamenti alla circolazione lungo la Statale 76 e soprattutto all'ingresso del capoluogo in zona Torrette, dove le oltre trecento auto hanno creato un vero e proprio imbuto in entrata nella città dorica. All'ingresso dell'assemblea elettiva iniziata poche decine di minuti prima e incentrata proprio sull'emergenza lavoro in tutte le Marche, i manifestanti hanno trovato il sindaco fabrianese Giancarlo Sagramola e l'assessore comunale alle attività produttive Giuseppe Galli. Entrando nello spazio destinato al pubblico, una delegazione di operai e sindacati ha chiesto al presidente dell'assise Vittoriano Solazzi di poter leggere un documento, lo stesso già votato e approvato da diversi consigli comunali dell'entroterra fabrianeseDopo un'ora e mezza in cui gli operai Indesit hanno assistito in silenzio agli interventi susseguiti in assemblea, sono di colpo sbottati. Tutti in piedi al grido “Lavoro, lavoro” dalle poltrone riservate al pubblico inveendo contro il presidente del consesso per chiedergli di farli parlare. Faccia a faccia a distanza anche con il governatore regionale Gian Mario Spacca: gli operai gli chiedono di alzare la testa e lui lo fa con determinazione e si dice pronto a continuare a compiere la sua parte e a prendere la parola. Tra un siparietto e l'altro a distanza, un boato da stadio si leva alle 12,07 quando Stefania Serafini rinuncia al suo programmato intervento e lascia parlare il sindacalista Andrea Cocco che legge un documento già approvato da 27 consigli comunali tra Marche e Umbria e 5 Province. Cocco chiede il sostegno della Regione anche per la vertenza Tecnowind che coinvolge 325 dipendenti diretti a Fabriano e circa altrettanti dell'indotto.

mercoledì 17 aprile 2013

SOSTEGNO ALL’EDILIZIA: PDL PER LA PROROGA DEI TERMINI DI INIZIO E FINE LAVORI

Fonte: Regione Marche


La Regione Marche mette in campo un ulteriore provvedimento di sostegno all’edilizia marchigiana, per contrastare l’aggravarsi della crisi, con una proposta di legge che proroga di due anni i termini di inizio e di fine lavori. La proposta è stata presentata alla giunta dall’assessore al Governo del territorio Luigi Viventi.
“E’ noto infatti – spiega l’assessore - che molte imprese del settore trovano attualmente difficoltà nel rispettare i termini previsti dai permessi di costruire, e in particolare quello di ultimazione dei lavori, a causa della forte contrazione delle vendite degli immobili”.
La normativa vigente prevede infatti il massimo di un anno per l’inizio dei lavori e tre anni per la loro ultimazione, decorsi i quali il permesso decade e la realizzazione della parte dell’intervento non ultimata è subordinata al rilascio di un nuovo permesso di costruire, con conseguente corresponsione di un nuovo contributo.
“In questo momento storico di particolare difficoltà economico finanziaria – prosegue Viventi – le imprese edili non riescono a sopportare ulteriori aggravi e quindi la nostra proposta di legge, che intende rendere uniforme la valutazione della concessione su tutto il territorio regionale, stabilisce che su richiesta dei soggetti interessati siano prorogati di due anni i termini di inizio e di ultimazione dei lavori indicati nei permessi di costruire rilasciati prima della data di entrata in vigore della normativa e ancora in corso alla medesima data”.
La proroga si applica anche ai termini relativi alle denunce di inizio attività (Dia) e alle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) presentate fino alla stessa data.
Una analoga disposizione, che dilata i termini previsti nel testo unico in materia edilizia, è stata da tempo adottata dalla Regione Umbria (n.1/2004) e una norma analoga a quella prevista nelle Marche è contenuta anche in una recente legge della Regione Emilia Romagna (n.16/2012).



giovedì 4 aprile 2013

SANITA' MARCHE, IL COMMISSARIAMENTO NON E' SOLUZIONE

Fonte: www.radiogoldfabriano.blogspot.it




In Regione prosegue il dibattito sulla sanità marchigiana. Molte le polemiche intorno ai piccoli ospedali che verranno convertiti in “Case della Salute”, come per i nosocomi di Sassoferrato e Matelica. Intanto su Facebook “Le Marche con Spacca” tuona così: “Occorre fare in fretta ed evitare in tutti i modi il commissariamento della sanità, perché, in caso contrario, ecco le conseguenze: aumento automatico addizionale Irpef ed Irap; blocco automatico del turn over del personale del servizio sanitario; divieto di effettuare spese obbligatorie per due anni e cioè azzeramento di tutti gli interventi regionali più importanti; decadenza di tutti i direttori generali, amministrativi e sanitari in Regione nonchè l'assessorato alla salute.” Il Governatore Spacca ha dichiarato poco fa: “La Giunta questa mattina ha preso visione della proposta del direttore dell'Asur e gli ha chiesto di confrontarla con i territori nelle prossime settimane, per offrire ad ogni comunità la situazione più appropriata compatibile con gli interessi generali della nostra Regione. Via libera, inoltre, al potenziamento della rete di emergenza e del soccorso nelle zone dell'entroterra con più mezzi e più servizi. Solo dopo questo confronto si passerà all'adozione del provvedimento amministrativo. solo allora sarà giusto contestare o insultare.” Intanto, l’Assessore regionale al Bilancio, Pietro Marcolini afferma che “… il commissariamento non è una soluzione. La Regione Marche rispetta faticosamente i limiti del pareggio di bilancio generale e, in particolare, della sanità.”
 

mercoledì 3 aprile 2013

REGIONE, NESSUN CAMBIO A VERTICI SANITA'

Fonte: ANSA

Giunta Marche, il riordino andra' avanti

''Nessun cambiamento ai vertici aziendali della sanita'''. La giunta regionale smentisce indiscrezioni di stampa apparse oggi, e in una nota invita ''gli operatori dell'informazione a una verifica puntuale delle fonti che evidentemente diffondono informazioni destituite di ogni fondamento''. La giunta ribadisce che ''il processo di riforma del sistema sanitario regionale sta procedendo secondo la programmazione stabilita, che non prevede cambiamenti delle figure apicali''.

sabato 30 marzo 2013

AMBULANZE DI NUOVO VERSO IL FERMO

Fonte: Il Messaggero


"La Regione non rimborsa i servizi ambulanze di nuovo verso il fermo."


 Torna nelle Marche l’incubo del fermo delle ambulanze. La protesta potrebbe scattare dopo Pasqua. Nonostante la firma dell’accordo di un mese fa per riscuotere le spese dei servizi sanitari, da parte della Regione non c’è stato più un cenno di disponibilità per pagare quanto pattuito alle pubbliche assistenze. Un silenzio che sta alimentando di nuovo lo scontento, e la prospettiva che le ambulanze tornino in strada con le sirene accese. Primo passo verso lo sciopero del soccorso. «Sebbene i tempi tecnici non siano ancora scaduti - spiega Alberto Caporalini, presidente della Croce Gialla di Ancona - abbiamo la sensazione che anche questa volta l’assessore alla sanità Almerino Mezzolani abbia firmato un accordo già dimenticato». La scadenza dell’accordo è il 30 aprile ma, stando alla Croce Gialla, dalla Regione sarebbero già dovuti arrivare dei documenti per effettuare i pagamenti. «Dal 20 marzo - continua Caporalini - l’assessore Mezzolani avrebbe dovuto inviarci le modalità con cui calcolare le spese effettivamente sostenute, condividendo quelle che erano le nostre proposte. Ad oggi non ci è stato inviato nulla. Con i meccanismi di calcolo noi associazioni dovremmo, entro la fine di aprile, poter rendicontare le spese pregresse e verificare quelle nuove. Così rischiamo di non ottenere il rimborso sia con il vecchio che con il nuovo sistema».

A preoccupare le associazioni del soccorso sono le condizioni economiche in cui versa ciascuna associazione. «I soldi sono già finiti da tempo - incalza Caporalini -. Stiamo andando avanti con scoperti bancari, ma si stanno esaurendo anche quelli. Ci sentiamo presi in giro». La preoccupazione è stata espressa anche su Facebook delle associazioni, che annunciano il ritorno in strada per protestare con le sirene accese. E, se non bastasse, con il blocco delle ambulanze.
Già un mese fa le 48 associazioni avevano improvvisato una protesta per attirare l’attenzione della Regionei e dell'opinione pubblica. In quell’occasione fu proclamato uno sciopero, che determinò l’interruzione dei servizi programmati. L’accordo con Mezzolani anticipò di poche ore il blocco totale del soccorso.

giovedì 21 marzo 2013

BANDO UNA TANTUM PER I FIGLI DI LAVORATORI IN DIFFICOLTA'

Fonte: Regione Marche

Bando per la concessione di un contributo una tantum


Per iscritti all’università, lavoratori o figli di lavoratori, che si trovano da almeno tre mesi in disoccupazione, mobilità, cassa integrazione ordinaria straordinaria e in deroga



La Regione Marche, in linea con il protocollo d’intesa siglato dal Presidente della Regione con CGIL Marche, CISL Marche e UIL Marche in data 17/12/2012, per la difesa del lavoro, la coesione sociale, il sostegno allo sviluppo, intende sostenere gli iscritti all’università residenti nelle Marche, lavoratori o figli di lavoratori,  che si trovano da almeno tre mesi in disoccupazione, in mobilità, in cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga. La domanda di contributo deve essere presentata utilizzando la procedura di invio telematico e cartaceo. La procedura telematica è aperta dal 28/3/2013.Il contributo pro-capite per il sostegno allo studio universitario agli aventi titolo è di 500€. Possono presentare domanda gli studenti iscritti all’Università/AFAM, figli di lavoratori fiscalmente a carico dei genitori che si trovano da almeno tre mesi dalla data del bando (ossia  almeno dal 21/12/2012)  in stato di disoccupazione, in mobilità, in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga o studenti universitari lavoratori non fiscalmente a carico che si trovano nello stesso stato di crisi occupazionale, residenti nelle Marche, con ISEE fino a 30.000,00€ (con riferimento alla dichiarazione dei redditi 2012 periodo di imposta 2011) ed iscritti nell’A.A. 2011/2012 a: Corsi di laurea di primo livello, corsi di laurea di secondo livello, corsi di laurea a ciclo unico/magistrale (sono inclusi i corsi di laurea del vecchio ordinamento attivati prima del DM 509/99) presso Università e AFAM delle Marche o presso Università e AFAM di altre Regioni (vedi art. 4 del Piano sul diritto agli studi universitari - Delibera Amministrativa del Consiglio Regionale n. 50 del 5/6/2012). Sono esclusi i corsi universitari di terzo livello.
Le domande saranno finanziate sulla base della graduatoria.
Scadenza bando:  02/05/2013
Responsabile del procedimento: Gilda Stacchiotti

Il testo del presente bando ed i relativi allegati non costituiscono documentazione ufficiale di gara, per la quale si rimanda alla consultazione del BUR.
Per scaricare il bando: http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it

mercoledì 20 marzo 2013

SPACCA: SU BIOGAS LEGALITA' E TRASPARENZA

Fonte:  Ansa

''Il principio ispiratore dell'azione regionale anche nel settore energetico e' sempre stato e continua a essere quello del pieno rispetto della legalita' e della trasparenza''. Lo ha detto in Assemblea il presidente Spacca parlando dell'inchiesta sul biogas. E' impossibile, ha aggiunto, sospendere le autorizzazioni rilasciate, pena contenziosi con le imprese in regola. Donati ha spiegato che nessun sopralluogo ha interessato il suo assessorato ne' gli sono stati chiesti chiarimenti.

MARCHE: ECCO LA RIFORMA DELLA SANITA'

Fonte: il Resto del Carlino


Tredici ospedali diventano Case della salute. Previsto esubero di 450 dipendenti, tutti precari. Sindacati in piazza il 25 marzo



Piccoli ospedali, il quadro della riforma nelle Marche ha ora contorni più precisi. Dei tredici presìdi minori convertiti in Case della salute, solo sei avranno anche la lungodegenza. Gli ospedali riconvertiti in Case della salute pure sette. Cagli e Fossombrone nel Pesarese, Chiaravalle e Sassoferrato in Provincia di Ancona, Matelica nell'Area vasta di Macerata. Montegiorgio e Sant'Elpidio a Mare nel Fermano.

Manteranno funzioni di lungodegenza e cura delle cronicità Sassocorvaro (Pesaro), Loreto (Ancona), Cingoli, Recanati, Tolentino e Treia nel Maceratese. Questo è quanto proposto ieri dalla Regione ai sindacati. Un summit in cui il direttore generale Asur Piero Ciccarelli ha confermato che i 18 reparti da tagliare verranno decisi nelle contrattazioni di Area vasta e che il taglio di dipendenti nel 2013 sfiorerà le 450 unità.
Gli esuberi saranno tutti precari, un terzo dei 1.500 contratti a tempo determinato nell'intera regione. Non si toccano i contratti a tempo indeterminato. Per questo la Regione ha spiegato a Cgil, Cisl e Uil che non ci saranno licenziamenti. I sindacati si dicono comunque estremamente preoccupati per una proposta che fatica ad entrare nel dettaglio. Confermano pertanto la manifestazione regionale del 25 marzo ad Ancona per protestare contro la riforma, perché «non si comprendere ancora dove verranno tagliati i 551 posti letto, non si conoscono gli obiettivi per contenere liste di attesa e mobilità passiva e si profila un altro taglio ai dipendenti del comparto».

Dopo la manifestazione, sindacati e Regione sono attesi ad un altro confronto. Il quadro complessivo del riassetto si ricompone. L'assessore alla Salute Almerino Mezzolani ha declinato il taglio di posti letto per singola Area vasta. Il taglio complessivo è di 551 posti letto. Si scende da 6.261 a 5.710. I 5.325 posti letto per malati acuti diventano 4.530, per un taglio di 795 posti. Aumentano i letti per la lungodegenza e la riabilitazione. Da 936 si passa a 1.180, un saldo positivo di 244 posti. In provincia di Pesaro i posti letto per acuti passano da 912 a 808 (-104), quelli di lungodegenza da 171 a 180 (+9), per un taglio complessivo di 95 posti.
In provincia di Ancona i posti per malati acuti si
riducono da 2.171 a 1.870 (-301), la lungodegenza sale da 386 a 444 posti (+58), il deficit complessivo è di 243 posti letto. Nel Maceratese i letti per acuti scendono da 1.039 a 823 (-216), quelli per lungodegenti salgono da 248 a 316 (+68), per un taglio di 148 letti. Fermo è l'unica provincia ad avere più posti dopo la riforma, sette, grazie ad un aumento dei posti per lungodegenti da 27 a 83 (+56), che compensa la riduzione dei posti per acuti, che calano da 436 a 387 (-49). In provincia di Ascoli, infine, i posti letto per acuti scendono da 767 a 642 (-125), quelli per lungodegenti salgono da 104 a 157 (+53). 
Il taglio dei posti letto per acuti e l'incremento dei posti letto per la cura delle cronicità è stato imposto dal decreto Balduzzi. Le Marche, attualmente, hanno una media di 3,9 posti letto ogni 1.000 abitanti. Il decreto del ministro della Sanità obbliga la regione a scendere a 3,7 posti letto ogni mille abitanti. «Ma a livello provinciale - fanno notare i sindacati - permane un preoccupante squilibrio». Pesaro ha 2,7 posti letto ogni mille abitanti; Ancona 4,66; Macerata 3,67; Fermo 2,66; Ascoli 3,7. 
Nel summit di ieri la Regione ha ribadito che tutti i 13 ospedali riconvertiti in Case della Salute avranno un medico che opera dalle 8 alle 20 e una guardia medica che opera in orario notturno. I medici di medicina generale saranno chiamati ad assistere le patologie croniche dell'anziano come broncopatie, scompensi cardiaci, asma e diabete. Le Case della Salute manterranno le funzioni specialistiche, effettueranno gli interventi programmati, ma non di urgenza. Ogni presidio avrà un mezzo di soccorso.

martedì 19 marzo 2013

BEST: LE PAROLE DI LUCHETTI

Fonte: Pagina Facebook Regione Marche

Best- Cerreto d'Esi, Luchetti: "Amarezza per la perdita dei posti di lavoro, solidarietà alle famiglie"

Accettare il licenziamento di 110 lavoratori non è cosa lieve, pur nella presa d’atto del  raggiungimento di un accordo che prevede incentivi all’esodo,  la volontà dell’azienda di investire nuove risorse in questo stabilimento e l’impegno  di riassumere eventualmente i lavoratori non ancora ricollocati. La Regione ha seguito costantemente le vicende di questa impresa, da molto tempo, esprimendo tutto il disappunto già per la chiusura dello stabilimento di Montefano e la relativa delocalizzazione in Polonia.  Amareggia naturalmente oggi l’epilogo di questa vertenza perchè costituisce un segnale di ulteriore difficoltà per il settore degli elettrodomestici e resta una magra consolazione essere riusciti nella trattativa a ridurre da 125 a 110 il numero dei lavoratori che saranno messi in mobilità. In tale triste situazione non resta purtroppo che una sincera solidarietà alle famiglie dei lavoratori nella consapevolezza di aver tentato,  insieme alle organizzazione sindacali,  tutte le strade possibili per attenuare le conseguenze negative.