ALL'OMBRA DELLA TORRE

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mercoledì 9 luglio 2014

ELEZIONI RSU BEST CERRETO D’ESI, FIOM-CGIL CONFERMATO PRIMO SINDACATO

IMMAGINE REPERTORIO SCIOPERO BEST

Fonte: RADIOGOLD

Nei giorni scorsi è iniziata la tornata elettorale per il rinnovo di tutte le RSU del territorio di Fabriano e si sono svolte le votazioni per la RSU della BEST di Cerreto D’Esi, un’ importante realtà industriale del territorio che occupa oltre 200 dipendenti e che produce cappe da cucina di alta gamma. Hanno partecipato al voto 176 lavoratrici e lavoratori per eleggere 3 rappresentanti. Alla lista FIOM sono andate 84 preferenze a quella FIM 52 e a quella UILM 39. Anche il delegato più votato è stato quello espresso nella lista FIOM. Settimi Gianluca, infatti, ha ottenuto 54 preferenze. “La FIOM di Ancona ringrazia le lavoratrici ed i lavoratori della BEST per il consenso che hanno confermato alla nostra organizzazione e – conclude la nota – nel ringraziare inoltre tutte le candidate e i candidati della lista FIOM per il successo che hanno riscosso, formula i migliori auguri di buon lavoro a tutti i rappresentanti FIOM per l’importante lavoro che li attende.” 

sabato 30 novembre 2013

LAURA BOLDRINI INCONTRA I RAPPRESENTANTI DI FABBRICA BEST.

Alla Best, azienda marchigiana che produce cappe per cucine, fino a pochi anni
fa lavoravano in 900. Oggi sono rimasti in 209, concentrati nel solo stabilimento di Cerreto d'Esi. Quello di Montefano sparì, letteralmente, durante il "ponte" dei morti del 2011. La fabbrica venne svuotata in segreto e in gran fretta di tutte le sue attrezzature, trasportate in Polonia. La chiamano delocalizzazione, ma significa che quando torni al lavoro dopo il weekend ti senti come se ti avessero svaligiato casa. Oggi ho incontrato i rappresentanti di fabbrica della Fiom-Cgil e della Fim-Cisl: "I lavoratori, fin qui sostenuti almeno dalla cassa integrazione in deroga, si ritrovano scoperti - mi hanno detto - Non è stato ancora approvato il decreto-legge che dovrebbe autorizzarla per il secondo anno, e la Best non vuole più anticiparne il pagamento. Così, da settembre, 126 famiglie non ricevono un euro". Scriverò al Ministro del Lavoro, Giovannini, e al Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Damiano, ma intanto ho invitato i lavoratori a continuare a sollecitare i parlamentari del territorio, perché si facciano carico della situazione.

Fonte: Profilo Facebook Laura Boldrini

domenica 27 ottobre 2013

BEST, INCUBO PER IL LAVORATORI. L'AZIENDA SOSPENDE I PAGAMENTI

Fonte: ANSA

Senza assegno di cassa integrazione perché il ministero del Lavoro non ha ancora firmato il decreto per il secondo anno di Cig, gli operai della Best di Montefano e Cerreto d'Esi martedì mattina manifesteranno in piazza della Libertà a Macerata. Una delegazione sindacale verrà ricevuta dal prefetto, per illustrare la drammatica situazione di un centinaio di famiglie.


martedì 25 giugno 2013

ANCHE LA VERTENZA BEST SUL TAVOLO DELL'INCONTRO SPACCA-ZANONATO

Fonte: Regione Marche



Tante emergenze: ammortizzatori sociali, Indesit, Terna, Accordi di programma con particolare riguardo alla Valle del Tronto, Fincantieri, Pica, Berloni, Sadam, Sacci e cantieristica. Sono solo alcuni dei temi e delle vertenze che sono stati al centro dell’incontro, oggi a Roma, tra il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, l’assessore alle Attività produttive Sara Giannini e i dirigenti dei Servizi Economici della Regione. Il summit, convocato per affrontare in modo approfondito tutte le situazioni di crisi aperte nelle Marche, arriva dopo un primo incontro in Regione tra presidente e ministro a margine del Forum Italia-Emirati Arabi Uniti di due settimane fa. “Un incontro necessario, utile per approfondire le vertenze che stanno segnando il nostro territorio – dice il presidente Spacca – La dura crisi economico-finanziaria che ha colpito il nostro Paese ha avuto effetti rilevanti anche nelle Marche, forse ancora più pesanti vista la struttura economica manifatturiera marchigiana, fondata principalmente su micro e piccole imprese. Uno scenario che si fa ancora più preoccupante di fronte all’esaurimento delle risorse nazionali per gli ammortizzatori sociali”.

Ammortizzatori sociali
E proprio il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali è stato il primo dei temi prioritari affrontati. E’ stato sottolineato come la carenza di una copertura minima di reddito alimenti il rischio di uno strappo repentino nella tenuta sociale che può minare anche le condizioni di una possibile ripresa economica. “Nelle Marche, come d’altronde in tutte le altre Regioni – ha detto Spacca - le risorse stanziate dal precedente Governo hanno consentito di soddisfare le esigenze dei primi tre mesi dell’anno. Le ulteriori risorse destinate agli ammortizzatori si sono ridotte, per l’anno 2013, a 550 milioni rispetto allo stanziamento preventivato di un miliardo, con una quota regionale di 16 milioni che a malapena riescono a coprire i fabbisogni stimati fino a giugno 2013. Se il Governo non interverrà, le Regioni saranno costrette a restituire la delega in materia, che esercitano per conto del Ministero”.

Indesit
Sul tavolo del confronto la vertenza Indesit. Spacca ha ribadito l’urgenza dell’apertura immediata del tavolo nazionale dove si possano incontrare sindacati e impresa e dove le istituzioni possano rappresentare le loro posizioni. Obiettivo prioritario, la modifica del Piano industriale presentato da Indesit Company. Al ministro Zanonato il presidente ha inoltre rappresentato l’esigenza che venga definita una politica industriale di settore per gli apparecchi domestici e professionali. Un settore che ha 130.000 occupati, 15 miliardi di fatturato di cui il 60% di export ed un saldo attivo di 2,5 miliardi della bilancia commerciale. E’ stata formulata la proposta di un intervento di politica industriale a sostegno di un settore così strategico per l’economia italiana, attraverso la costituzione di una piattaforma di ricerca, sviluppo e innovazione che coinvolga Governo, Università e Regioni.

Accordo di programma
Altro tema affrontato, l’Accordo di programma per la reindustrializzazione dell’entroterra appenninico, dove si rivela assolutamente insoddisfacente l’apporto di Invitalia, caratterizzato da burocratismo e defocalizzazione. Da qui la necessità di favorire la semplificazione delle procedure, in particolare per il superamento dei vincoli e delle interpretazioni della Legge n.181/89,  gestita proprio da Invitalia, che rischiano di rendere quasi impossibile utilizzare le risorse nazionali, a fronte e per contro del già avvenuto ed efficace utilizzo della quasi totalità dei fondi regionali.

Terna
E’ necessario verificare il reale intendimento di Terna a voler realizzare il progetto dell’elettrodotto Fano-Teramo e a sostenerlo con adeguate risorse. E’ stata infatti evidenziata l’inutilità di creare allarmismi sul territorio e di  generare conflittualità tra livelli istituzionali in assenza di un progetto concreto e finanziato.

Attuazione del protocollo di intesa Valle del Tronto-Piceno
E’ necessario attivare operativamente l’intesa per l’area a cavallo tra le Marche e l’Abruzzo, un’area territoriale omogenea, fortemente interessata da processi di crisi lavorativa e deindustrializzazione dovuta al progressivo disimpegno di grandi imprese successivamente all’uscita dell’area dalla zona Cassa del Mezzogiorno.
Altre vertenze e situazioni di crisi
Spacca ha sottoposto al Ministro Zanonato altre difficili vertenze regionali, per le quali il Ministero dello Sviluppo economico, anche in collaborazione con altri Ministeri, possa concorrere a trovare soluzioni positive o quanto meno ridurne gli effetti negativi sul piano produttivo e occupazionale:
Fincantieri, per cui è necessario l’intervento del MISE per una politica industriale nazionale di settore che consenta di sviluppare uno stabile flusso di commesse, Best di Cerreto d’Esi (AN), API di Falconara (AN), Sadam Jesi(AN), Edison Jesi (AN), PICA di Pesaro, Berloni Pesaro, la nautica del distretto Pesaro-Fano (Baioni, Raffaelli, Nautica CP), Conceria del Chienti Tolentino (MC), SACCI Castel Raimondo (MC), Fornace Smorlesi Montecassiano (MC), Sadam di Fermo (FM), Ciet Impianti (FM, MC, AP), alcune importanti aziende dell’alimentare come Mare Pronto ex Arena – Mediterranea – Vinfood che interessano tre territori provinciali (AP-MC-FM), così come aziende del settore della grande distribuzione Conforama (ex Mercatone), Auchan, SMA. Un’ultima citazione riguarda le grandi aziende erogatrici di servizi pubblici come Poste, Telecom, Trenitalia, Enel, ecc. Sempre più spesso queste aziende, nelle loro grandi ristrutturazioni e razionalizzazioni, tendono a ridurre servizi e strutture, quindi personale, su tutto il territorio nazionale penalizzando maggiormente, però, le regioni più piccole considerate meno remunerative. “In questo contesto – ha evidenziato l’assessore Giannini - le Marche scontano una penalizzazione nella programmazione del Governo nazionale in materia di sviluppo economico: gran parte degli investimenti strategici di settore per la crescita e la coesione della comunità marchigiana sono infatti realizzati con risorse proprie regionali ed europee. E’ indispensabile invertire tale trend, considerando che le Marche sono la regione in Italia con il più alto tasso di imprenditorialità. Le situazioni di crisi aziendali, di filiera o territoriali necessitano di risposte che può offrire solo la politica industriale nazionale. Questo anche in considerazione della competenza esclusiva dello Stato per gli interventi per le grandi imprese, a fronte del ruolo della Regione vincolato al sostegno delle PMI”.

domenica 23 giugno 2013

VERTENZA BEST VERSO SOLUZIONE

Fonte: Il Resto del Carlino


Cerreto d'Esi, è iniziata la discussione tra sindacati e azienda per il passaggio temporaneo di alcuni contratti da tempo pieno a part time di 30 ore, invece delle abituali 40.
Si avvicina la soluzione per la vertenza Best allo stabilimento di Cerreto d'Esi (l'unico operativo in Italia per l'azienda produttrice di cappe aspiranti), dove entro dicembre saranno 110 i lavoratori chiamati a lasciare definitivamente l'impresa guidata da una multinazionale americana. Di questi, come rilevato nel conclave tra sindacati e dirigenti dell'impresa di cappe aspiranti, 95 hanno già presentato le proprie dimissioni a fronte di un incentivo alla buonuscita di 28mila euro lordi. Resta una quindicina di unità e ora l'obiettivo delle parti sociali è di evitare i licenziamenti coatti trovando una soluzione alternativa. E' così iniziata la discussione con l'azienda per il passaggio temporaneo di alcuni contratti da tempo pieno a part time di 30 ore, invece delle abituali 40. Nelle prossime settimane dovrebbe essere fissato un nuovo incontro per definire tempi e modi dei part time o di eventuali proposte similari.

martedì 19 marzo 2013

BEST: LE PAROLE DI LUCHETTI

Fonte: Pagina Facebook Regione Marche

Best- Cerreto d'Esi, Luchetti: "Amarezza per la perdita dei posti di lavoro, solidarietà alle famiglie"

Accettare il licenziamento di 110 lavoratori non è cosa lieve, pur nella presa d’atto del  raggiungimento di un accordo che prevede incentivi all’esodo,  la volontà dell’azienda di investire nuove risorse in questo stabilimento e l’impegno  di riassumere eventualmente i lavoratori non ancora ricollocati. La Regione ha seguito costantemente le vicende di questa impresa, da molto tempo, esprimendo tutto il disappunto già per la chiusura dello stabilimento di Montefano e la relativa delocalizzazione in Polonia.  Amareggia naturalmente oggi l’epilogo di questa vertenza perchè costituisce un segnale di ulteriore difficoltà per il settore degli elettrodomestici e resta una magra consolazione essere riusciti nella trattativa a ridurre da 125 a 110 il numero dei lavoratori che saranno messi in mobilità. In tale triste situazione non resta purtroppo che una sincera solidarietà alle famiglie dei lavoratori nella consapevolezza di aver tentato,  insieme alle organizzazione sindacali,  tutte le strade possibili per attenuare le conseguenze negative.


BEST: CONCLUSA LA VERTENZA, 110 OPERAI IN MOBILITA'

Fonte: Regione Marche


Si è conclusa ieri in una trattativa in Regione la vertenza che ha visto coinvolta la Best di Cerreto D’Esi, aperta con la procedura di mobilità avviata il 3 gennaio scorso per 125 lavoratori, per necessità di riorganizzazione aziendale .La trattiva ha poi portato a ridurre a 110 il numero dei lavoratori che saranno messi nelle liste di mobilità.
All’incontro  erano presenti, oltre all'assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti i rappresentanti di FIM CISL , FIOM CGIL, UILM UIL nonché le RSU e per la proprietà Roberto Leo, Lorenzo Bagnasco e Maurizio Bucci, assistiti da Stefano Sansonetti e Paolo Centofanti di Confindustria Marche. L’accordo raggiunto prevede l’apertura di una procedura di Cassa integrazione che riguarderà tutti i dipendenti fino a dicembre 2013 e una contestuale mobilità di 110 lavoratori,  la cui uscita sarà regolata da incentivi all’esodo volontario: chi deciderà di uscire entro il prossimo 8 aprile riceverà un incentivo  pari a 28 mila euro, coloro che decideranno entro il 30 settembre prenderanno un incentivo di 20 mila euro. Oltre tale termine non si avrà più diritto all’incentivo. 
Nell’accordo è previsto anche l’impegno dell’azienda ad investire ulteriori capitali per la riorganizzazione entro i prossimi nove mesi , vale a dire 902 mila euro ( 366 mila nel primo semestre del 2013 e 536 mila nell’ultimo). Se da tale operazione di investimento emergessero necessità di nuove assunzioni, c’è l’obbligo da parte dell’azienda di riassumere i lavoratori precedentemente messi in mobilità e non ancora ricollocati sul mercato del lavoro.  
La Best, società di produzione di cappe aspiranti da cucina e che occupava 309 lavoratori ( 232 operai e 77 impiegati), aveva già dato segnali di difficoltà nel 2008 per poi passare in cinque anni ad un calo di vendite di oltre il 25% a causa della crisi globale, calo che corrisponde in termini di fatturato ad una diminuzione da 127 milioni nel 2007 ai 55 milioni del 2012. E tale situazione aveva già indotto la società a fare ricorso, nel perdurare di una crisi strutturale e di riorganizzazione, agli ammortizzatori sociali tra i quali la Cassa integrazione ; nel 2011 poi erano stati licenziati 57 dipendenti e con un’ulteriore procedura di mobilità, nel 2012, altri 49 lavoratori.

ALLA BEST PROSEGUONO LE TRATTATIVE

Fonte: L'Azione


venerdì 8 marzo 2013

VERTENZA BEST, NUOVO INCONTRO MARTEDI' PROSSIMO


Fonte:  www.dgmarche.it


Ennesimo meeting tra le parti sociali e i vertici aziendali, quello che si terrà martedì prossimo, presso la sede di Confindustria Ancona alle 14.00.

Andrea Cocco, segretario provinciale Fim-Cisl,  propone che, visto l’alto numero degli operai pronti a lasciare con gli incentivi all’esodo (70 persone almeno), si possa rivedere la cifra dell’incentivo offerto dall’azienda.
Inoltre, i sindacati chiedono di verificare la possibilità della cassa integrazione e le intenzioni reali di investimento dell’azienda.


giovedì 28 febbraio 2013

LAVORO: BEST CERRETO D'ESI, ACCORDO LONTANO

FONTE: http://radiogoldfabriano.blogspot.it/





Aria tesa tra i dipendenti Best di Cerreto d'Esi. Dopo l'incontro di ieri in Confindustria in Ancona alla presenza dei sindacati e dell'azienda, c'è ancora molta preoccupazione tra i lavoratori preoccupati del loro futuro. L'Rsu ha chiesto 30.000 euro di incentivo per l'esodo volontario dei dipendenti. "L'azienda non ha risposto ancora. Si spera di trovare un accordo sul piano industriale, sulla cassa integrazione e sull'incentivo", spiega un rappresentante degli operai. "La trattativa è complicata e secondo l'azienda il futuro dello stabilimento non è in discussione ma dipenderà molto dal mercato economico", spiega Agostino Paesano della Fim Cisl. La settimana prossima è previsto un nuovo vertice in Ancona. 

sabato 23 febbraio 2013

mercoledì 20 febbraio 2013


Best: braccio di ferro tra azienda e sindacati, la Regione prova a mediare


FONTE: Il resto del Carlino


Cerreto d'Esi (Ancona), 17 febbraio 2013 - Toccherà alla Regione scendere in campo per provare a dirimere la vertenza tra i sindacati e il management della Best che ha annunciato di far divenire operativi entro il 27 marzo 125 licenziamenti sui 309 dipendenti complessivi dello stabilimento di Cerreto d’Esi.
L’ennesimo-conclave maratona nel corso del quale le parti si sono leggermente avvicinate, ma senza ottenere i presupposti per siglare l’accordo bilaterale tra due proposte che restano piuttosto distanti. L’azienda, infatti, avrebbe lasciato intendere di poter aggiungere qualche altra unità allo ‘sconto’ iniziale di una decina di posti da salvare sui 125 esuberi, arrivando al massimo fino a 100 aperture di procedure di mobilità. Per contro i sindacati puntano almeno al dimezzamento dei 125 licenziamenti. Ecco perché serve il secondo step, quello della chiamata in causa della Regione nei trenta giorni conclusivi della trattativa, gli ultimi per cercare l’accordo magari anche attraverso qualche sostegno sottoforma di sussidi, incentivi o ammortizzatori sociali messi in campo anche dallo stesso ente locale.Per la contrattazione si rende infatti necessaria la cosiddetta fase due, ovvero quella dell’entrata in gioco delle forze istituzionali – in primis proprio la Regione – per mediare in un braccio di ferro ancora tale. Impossibile, infatti, che si raggiunga l’intesa di qui a poche ore, ovvero all’imminente scadenza del termine per la trattativa privata tra le parti, dopo che anche il vertice di ieri nella sede anconetana di Confindustria tra sindacati e vertici aziendali, iniziato alle 15, è andato avanti fino a tardissima ora.