ALL'OMBRA DELLA TORRE

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giovedì 5 dicembre 2013

INDESIT, VIA ALLE ASSEMBLEE COI LAVORATORI. MARTEDI' IL REFERENDUM.


Fonte: il Resto del Carlino - Alessandro Di Marco

"I sindacati spiegheranno agli operai la necessità di esprimersi sull'intesa raggiunta martedì sera tra azienda e parti sociali. Spacca: "Un risultato positivo".

Venerdì a partire dalle 9,30 sarà il giorno delle assemblee Indesit nei siti fabrianesi di Melano, Albacina e nella sede centrale di viale Aristide Merloni dove sono in servizio gli impiegati. I sindacati spiegheranno ai lavoratori la necessità di procedere ad un referendum quasi certamente già la prossima settimana per capire se gli operai saranno favorevoli o meno al pre-accordo stipulato tra parti sociali e azienda sulla base di zero licenziamenti e ammortizzatori sociali per cinque anni consecutivi tra cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà. Al referendum parteciperanno tutti i lavoratori compresi quelli della Cgil che non ha firmato l'intesa in coda al vertice di martedì in Ministero. “Non potevamo accettare un documento che va verso deindustrializzazione di Caserta e Fabriano”, sostiene il segretario provinciale Fiom-Cgil Giuseppe Ciarrocchi sul no del suo sindacato all'intesa con Indesit. “Se ci sono margini per firmare in un secondo momento? Attendiamo le assemblee con i lavoratori e lì capiremo la posizione e la volontà dei nostri iscritti”. Dunque, uno spiraglio perché non si vada verso l'accordo separato rimane aperto, anche se di fatto in concreto poco cambia. Pure nel caso in cui gli iscritti Fiom diranno no al documento congiunto, la tutela degli ammortizzatori sociali su base quinquennale vale comunque per tutti i dipendenti e quindi all'atto pratico si tratterebbe di una scelta più di forma che di sostanza. Positivo, intanto, il commento del governatore regionale Gian Mario Spacca sulls stretta di mano tra management e sindacati. “Un’intesa – sostiene Spacca - che evita oltre 1.400 licenziamenti, difende il lavoro e la coesione sociale, è un risultato positivo, ottenuto grazie a un grande senso di responsabilità in una fase estremamente difficile per l'economia delle Marche.

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"In tutti i siti produttivi italiani i lavoratori Indesit si pronunceranno sul pre-accordo stilato a Roma tra management e due dei tre sindacati confederali per bloccare i licenziamenti."

MARTEDI' sarà il giorno del referendum. Da mattina a sera contemporaneamente in tutti i siti produttivi italiani i lavoratori Indesit si pronunceranno sul pre-accordo stilato a Roma tra management e due dei tre sindacati confederali per bloccare la procedura dei 1.400 licenziamenti sui 4.300 lavoratori totali in Italia della holding di elettrodomestici. L'intesa accolta da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil, prevede su scala quinquennale sia zero licenziamenti, sia ammortizzatori sociali continuativi tra cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà che consentiranno ai lavoratori di percepire ogni mese non meno dell'80% dello stipendio base. Le eventuali uscite verranno effettuate solo su base volontaria ed è probabile che, in caso di voto favorevole al referendum, già dalle prossime settimane si apra una nuova fase della contrattazione tra azienda e sindacati per individuare la cifra di eventuali incentivi all'esodo. Nel piano industriale dell'azienda sono stati inseriti 83 milioni di euro di investimenti in tre anni in Italia, dei quali 43 tra i due stabilimenti fabrianesi di Melano e Albacina. Domani, intanto, iniziano le assemblee tra i lavoratori e i sindacati con il primo appuntamento a Caserta, mentre venerdì a partire dalle 9,30 sarà la volta dei siti locali (compresa la sede centrale di viale Aristide Merloni) e lunedì si chiuderà il cerchio con Comunanza. Confronti interlocutori, perché la partita vera si giocherà martedì, nell''election day' decisivo per conoscere il dirimente parere dei lavoratori. Tutti i 4.300 dipendenti avranno diritto al voto che verrà effettuato da mattina a sera con formula segreta all'interno della totalità dei plessi Indesit. Di questi ben cinque sono a Fabriano (Melano e Albacina per gli operai, sede centrale, Wrap di via Corsi e sportello di via Campo Sportivo per impiegati e ricercatori), dove si contano circa duemila lavoratori, metà dei quali operai. In serata si conoscerà l'esito dello scrutinio.

martedì 22 ottobre 2013

INDESIT: DIMEZZATI GLI ESUBERI. AL VIA CONSULTAZIONI CON GLI OPERAI.


Fonte: Il Resto del Carlino

Piano dell'azienda presentato a Roma, da martedì 22 assemblee nelle fabbriche. Il 31 nuovo vertice al Ministero.
21 ottobre 2013 - Gli esuberi su scala nazionale scendono dai 1.425 iniziali a 630,ma di fatto possono essere considerati 300 se si includono i 330 dipendenti che verranno accompagnati alla pensione nel prossimo triennio attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e non saranno rimpiazzati da nuovi ingressi. E' l'ulteriore modifica - improntata sul mantenimento dei volumi produttivi in Italia a scapito dell'iniziale robusto trasferimento verso la Polonia - del piano industrialepresentata dal management di Indesit ai sindacati. Proprio le parti sociali per il momento giudicano in blocco ancorainsoddisfacenti i nuovi ritocchi, ma hanno comunque chiesto dieci giorni di tempo per analizzare nel dettaglio la bozza del nuovo documento e decidere se accettare o meno il piano che non prevede alcun licenziamento e tre anni di utilizzo di ammortizzatori tra cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà. Già domani assemblee tra lavoratori e sindacati nelle fabbriche, il 30 ottobre le parti sociali si incontreranno a Roma, il 31 nuovo vertice ancora in Ministero per fornire una risposta forse definitiva all'Indesit. L'impressione è che si vada verso l'accordo visto il sensibile sconto sui numeri e la garanzia che nessuno sarà licenziato, ma qualche remora rimane sul fronte delmaggior numero degli esuberi che graverà sui siti fabrianesi di Albacina e Melano (179), rispetto a quelli diComunanza (50) e Caserta (71). I primi segnali paiono portare Fim-Cisl e probabilmente anche Uilm-Uil verso un possibile assenso di massima alla firma, mentre la Fiom-Cgil si mostra ben più dubbiosa e non si esclude che possa anche defilarsi e scegliere di dire no al documento consensuale. In quel caso, dunque, si seguirebbe il 'modello Fiat' con solo due sindacati su tre ad accettare le richieste dell'azienda. Quasi tutto, comunque, dipenderà dal pronunciamento degli operai dei singoli sindacati e dunque le prossime ore, a partire appunto delle assemblee di domani, saranno determinanti per capire se si arriverà ad un'intesa congiunta o meno.

martedì 10 settembre 2013

INDESIT, I SINDACATI APRONO AL CONTRATTO DI SOLIDARIETA'

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it



Fabrizio Bassotti, leader della Fiom Cgil: “Ma devono essere finalizzati a salvare i posti di lavoro e la continuità produttiva”. Scioperi ad Albacina.

“I contratti di solidarietà proposti dall’azienda andrebbero bene, ma devono essere finalizzati a salvare i posti di lavoro e la continuità produttiva. Così Fabrizio Bassotti, leader della Fiom Cgil di Fabriano, in relazione agli sviluppi della vertenza Indesit Company. “Questi contratti sono ammortizzatori sociali difensivi, e come tali dovrebbero essere applicati, non per altri scopi. Se l’azienda invece ne vuol fare un uso diverso, per poi cessare l’attività industriale e trasferirla all’estero, come fatto nel Nord Italia, noi non siamo più d’accordo”. Oggi nello stabilimento di Albacina, sempre nel Fabrianese sono stati attuati altri scioperi da parte dei lavoratori, dopo quelli di ieri a Melano.
Secondo Bassotti, nelle fabbriche marchigiane del gruppo “c’è un clima di preoccupazione ma anche di rabbia per quanto sta accadendo, ed è molto forte l’attesa per il nuovo confronto del prossimo 17 settembre. In quell’occasione speriamo che si arrivi ad un accordo tra le parti - aggiunge il dirigente Fiom - altrimenti la mobilitazione delle maestranze potrebbe ancora crescere”.