ALL'OMBRA DELLA TORRE

ALL'OMBRA DELLA TORRE

mercoledì 19 marzo 2014

CINGHIALI, AGRICOLTORI IN RIVOLTA CONTRO LA STRETTA SUI RIMBORSI.

Fonte: Corriere Adriatico

http://www.corriereadriatico.it/MARCHE/coldiretti_cinghiali_agricoltori_rivolta_amp_8203_contro_stretta_rimborsi/notizie/582086.shtml


Nel giro di dieci anni le aziende agricole montane della provincia di Ancona si sono praticamente dimezzate (-41 per cento) anche a causa dei danni causati dagli animali selvatici e il tentativo delle amministrazioni di non pagare i rimborsi causerà un’ulteriore emorragia di agricoltori. 
A denunciarlo è la Coldiretti provinciale, dopo che l’assemblea dell’Ambito territoriale di caccia (Atc) che sovrintende alla gestione del problema dei danni nel territorio dell'Arceviese ha attuato una politica di drastico taglio rispetto a quanto dovuto alle aziende. “Invece di rivedere le spese di gestione, per risanare i bilanci in rosso l’Atc ha deciso di tagliare i rimborsi agli agricoltori, valutando sempre meno i danni causati dai cinghiali alle colture - spiega Emanuele Befanucci, presidente di Coldiretti Ancona -. In dieci anni siamo già passati da 3.600 a 2.100 aziende presenti nelle aree montane della provincia e, di questo passo, si rischia di cancellare l’agricoltura, con effetti devastati per l’assetto idrogeologico del territorio”. La stessa valutazione dei danni è stata affidata dall’Atc a un tecnico che è anche cacciatore di cinghiali, scelta duramente contestata dal rappresentante della Coldiretti, Sebastiano Vescovi, che ha abbandonato l’assemblea. “In alcuni casi i rimborsi sono stati tagliati anche del 90 per cento – spiega Vescovi – con l’effetto che la maggior parte degli agricoltori sta rinunciando a presentare le richieste di risarcimento. Le aziende agricole danneggiate pagano già l’intervento del tecnico dell’Atc per la valutazione, ma se vogliono contestare la cifra quantificata devono ricorrere a un altro tecnico di parte e, considerati tutti i costi, si rischia di dover sborsare cifre superiori al rimborso richiesto".

PAURA A FABRIANO: 2 SCOSSE DI TERREMOTO IN 8 MINUTI

FONTE: INGV
Fonte: il Resto del Carlino - Alessandro Di Marco
Paura nel Fabrianese per la forte scossa di terremoto di magnitudo 3,4 avvenuta alle 22,21 con epicentro a Gubbio nitidamente avvertita anche in città e nelle località limitrofe. Nessun danno si registra per il movimento tellurico, né sono state effettuate chiamate ai vigili del fuoco e forze di soccorso in genere, ma in tanti hanno rivissuto i momenti di panico del terremoto del 1997 che generò danni fortissimi in tutto il territorio e generò la morte di una donna – Agnese Ciccacci - travolta dal crollo della facciata della chiesa San Biagio. 
La scossa – peraltro con una profondità piuttosto contenuta, ovvero di 7,2 chilometri sotto la superficie terrestre – è stata percepita praticamente da tutti, tanto che sui social network in tanti hanno esternato le loro paure, anche se a quanto pare in pochissimi sono arrivati al punto da scendere in strada per il terrore che i movimenti tellurici potessero ripetersi a breve con ancora maggiore violenza. Peraltro otto minuti dopo il colpo più sferzante è arrivata una replica di magnitudo 2,6 avvertita, invece, in modo solo parziale e nettamente più limitato.
In ogni caso una notte decisamente agitata per il ritorno di 'Terry' e la recrudescenza di uno sciame sismico a quanto pare ancora molto attivo. Da gennaio 2013 ad oggi, infatti, nell'Eugubino sono stati ben 9.50 i terremoti registrate, molti dei quali, comunque, di entità contenuta. La 'botta' più forte era stata quella del 7 gennaio scorso con una magnitudo di 3,4, esattamente la stessa di ieri sera, mentre il 5 febbraio si era toccata la magnitudo 3.0.

sabato 15 marzo 2014

RACCOLTA DIFFERENZIATA, RECORD IN PROVINCIA. BENE CERRETO: SFIORA IL 75%


Fonte: Provincia di Ancona
http://www.provincia.ancona.it/Engine/RAServePG.php/P/1014810030300/M/250010030303/T/Raccolta-differenziata-da-record-nella-provincia-di-Ancona-superato-il-65

"Raccolta differenziata da record, nella provincia di Ancona superato il 65%. Bene i centri urbani più grandi."

 È un vero e proprio boom quello fatto registrare nel 2013 dalla raccolta differenziata nella provincia di Ancona, che si attesta al 65,28%. Ma il dato è ancora più interessante se si vanno a vedere i risultati dei singoli comuni. Infatti, a fianco di realtà ormai consolidate e che continuano a migliorare di anno in anno  le proprie performance - solo per fare alcuni esempi: Serra de' Conti (81,62%), Monte San Vito (77,28%), Montemarciano (76,63%) e Chiaravalle (74,21%) - importanti traguardi vengono fatti rilevare da comuni che rispetto agli obiettivi posti dalla pianificazione provinciale avevano accumulato qualche ritardo. Insieme ai quattro comuni già citati, altri dieci superano il 70%. Eccellente l'80% raggiunto da Castelfidardo e il 79,78% di Sassoferrato. Benissimo anche Agugliano (71,3), Camerano (71,82%), 
Cerreto d'Esi (74,52%), Fabriano (72,61%), Monterado (71%), Numana (75,87%), Offagna (70,23%) e Santa Maria Nuova (71,36%). 
Migliora significativamente anche la raccolta differenziata nei centri urbani più grandi, dove ovviamente maggiori sono le difficoltà per organizzare i servizi: oltre all'ottimo risultato di Fabriano, ci sono Ancona con il 63,46%, Jesi, con il 66,76%, Osimo con il 66,98% e Senigallia con il 65,05%. "Sono dati importanti - afferma il commissario straordinario della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande - che premiano le scelte programmatiche adottate nell'ambito della pianificazione provinciale per la gestione del ciclo dei rifiuti, il grande impegno dei sindaci del territorio, la sensibilità e la collaborazione dei cittadini. In questi anni, grazie anche ai progetti e alle campagne informative promosse dagli enti locali, il nostro territorio è cresciuto molto sotto l'aspetto della cultura ambientale e si sono moltiplicate pratiche di sostenibilità come il riciclo, il risparmio energetico e l'oculata gestione dei beni comuni. Ovviamente, l'obiettivo è migliorare ancora, ma certamente la strada intrapresa è quella giusta".

  
Ufficio stampa della Provincia di Ancona
Simone Massacesi


martedì 11 marzo 2014

GIUDICI DI PACE, SALVO L'UFFICIO DI FABRIANO

Fonte: Corriere Adriatico
http://www.corriereadriatico.it/MARCHE/giudici_pace_marche_salvi_sette_uffici/notizie/568384.shtml


Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato il decreto che dispone il mantenimento di 285 uffici del Giudice di Pace a seguito della recente riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Sono state dunque accolte quasi integralmente le 297 istanze formulate dagli enti locali che si impegnano a mantenere a loro cura e spese gli uffici giudiziari di prossimità nei loro territori. Nelle Marche sono salvi gli uffici di Fabriano, Jesi e Senigallia in provincia di Ancona, San Severino Marche (Macerata), Fano, Cagli e Macerata Feltria in provincia di Pesaro-Urbino.


PARTE LA SEGNALAZIONE DANNI ALLUVIONE NOVEMBRE 2013

Fonte: http://www.cerretodesi.pannet.it


IL SINDACO RENDE NOTO CHE con nota n. 796 del 25.02.2014 la Regione Marche ha trasmesso ai Comuni la procedura per la ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e infrastrutture pubbliche e private danneggiate, nonché dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali, e dal patrimonio edilizio per il superamento dell'emergenza determinatasi in conseguenza degli eccezionali eventi metereologici verificatisi nei giorni dal 10 al 13 e dal 25 al 27 novembre 2013 e il giorno 2 dicembre 2013 nel territorio della Regione Marche.
"Allegato tecnico all'OCDPC n. 141 del 22.01.2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n.26 del 01.02.2014".

Che pertanto chi volesse segnalare danni alle strutture e/o agli impianti degli edifici e alle attività produttive (scheda B e scheda C) provocati dagli eventi atmosferici suddetti, dovrà inviare delle schede (scaricabili dal sito: www.protezionecivile.regione.marche.it) debitamente compilate e sottoscritte in formato PDF alla casella di Posta Elettronica Certificata  del Comune: info@ pec.comune.cerretodesi.an.it - entro e non oltre il 26.03.2014.  Il Comune provvederà pertanto a prenderne atto, a numerarle e a inviarle alla Regione Marche entro i tempi stabiliti (31.03.14).

Si avvisa comunque che la ricognizione ha carattere puramente di accertamento e NON costituisce riconoscimento automatico dei finanziamenti per il ristoro degli stessi. Pertanto nessun impegno né diretto né indiretto potrà essere posto a carico del Commissario Delegato, né tantomeno del Comune di Cerreto d'Esi.

DOWNLOAD MODULI:
http://protezionecivile.regione.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=448

sabato 8 marzo 2014

MOSCA, LA CUCINA MADE IN ITALY DI MARCO IACHETTA


www.glamour.it

http://www.glamour.it/gworld/gtaste/2014/02/marco-iachetta--dalla-russia-con-amore

A Identità Golose edizione 2014 ha presentato una cucina italo-russa (la sua al ristorante Muzey), fatta di passione, estro creativo, grande sensibilità estetica. Anche per questo, Consorzio Grana Padano lo ha inserito fra i protagonisti della New Generation di chef che partecipano al progetto Taglio Sartoriale Internazionale, volto a diffondere la bandiera del made in Italy nel mondo. L'abbiamo incontrato. Per farci raccontare dei gusti e delle abitudini moscovite a tavola e dei possibili trait d'union con la tradizione gastronomica del nostro Paese.
Ristorante e lounge bar, ma non solo. Il Muzey è uno degli indirizzi più cool di Mosca. Luogo d'incontro per gourmet ed estimatori della migliore tradizione gastronomica italiana, ma anche per modaioli, musicofili e trend setter.
Qui, infatti, tra un brunch italian style e una cena asiatica, si organizzano sfilate, vip party, dj session… Artefice della cucina che caratterizza questo peculiarissimo locale è lo chef Marco Iachetta, originario di Fabriano (lì, i suoi gestiscono La Vecchia Cartiera), da 11 anni nella capitale moscovita dove propone, a clienti locali sempre più in linea con la lifestyle italiana, una cucina che è un mix di tradizione nostrana con influenze russe e asiatiche.

Proprio per questa sua cucina "innovativa" nel cuore della capitale moscovita, Marco Iachetta è uno dei protagonisti di quella new generation di chef internazionali selezionati dal Consorzio Grana Padano che partecipano al progetto Taglio Sartoriale Internazionale, volto a diffondere la bandiera del made in Italy nel mondo. L'abbiamo incontrato a Identità Golose 2014. Per saperne di più sui gusti del moscoviti e carpire le basi della nuova cucina firmata Iachetta.

Quali sono i gusti culinari dei moscoviti?
«Quando nel 2002 sono arrivato a Mosca non c'era una cultura italiana, era tutto "francesizzato". Era difficile vedere in giro la pasta. Nel tempo, l'aumento del turismo, anche medio-alto, ha contribuito a diffondere sia prodotti sia vini italiani. Grana Padano, burrata, rucola… sono diventati adesso prodotti della realtà moscovita».

Quali sono, in cucina, i punti in comune con l'Italia?
«Non si può parlare di una cucina italiana "russizzata". La gente del posto ama i gamberi, i frutti di mare e la cucina asiatica in generale. Un piatto che faccia in questo senso da trait d'union fra Italia e Asia può essere una ricetta con la pasta: linguine con quiche di crostacei e gamberetti, più latte di cocco e 2, 3 foglie di lime. In pratica, cucina italiana di base, sviluppata con materie prime che fanno parte della cultura locale».

I piatti italiani attualmente più amati?
«Tiramisù e pasta alla carbonara rientrano ormai nella quotidianità. I Russi però amano anche le carni e apprezzano la classica fiorentina».

C'è una maggiore sensibilità anche nei riguardi del vino?
«Conoscono bene la Toscana e i suoi vini, grazie anche al turismo che si sta spostando con maggiore interesse verso l'Italia. Ma noto che gli estimatori locali si stanno aprendo anche ad altre realtà vinicole più piccole, come le Marche e l'Umbria».

Com'è la cucina di Marco Iachetta?
«Italiana, passionale, artistica».

I suoi ingredienti preferiti?
«I prodotti naturali, freschi e di stagione».

Una ricetta che ha inventato?
«Io amo in modo particolare la barbabietola e i russi amano in modo particolare le zuppe. Così ho elaborato una crema di risotto al grana padano e barbabietola. Con sopra barbabietola al forno con olio di oliva, chili, pepe nero, germoglio di pisello verde e a fianco crumble di pane all'olio extravergine, olive taggiasche, acciughe e prezzemolo».

Come sarà la cucina del futuro?
«Una cucina che si capisce e che si fa capire. Dove si servono pietanze senza fronzoli: semplici, ma arricchite dal gusto. Niente più cucina scenografica: il piatto sarà pulito, rispettoso, il che non significa che sarà necessariamente minimalista; potrà anche essere una cucina di contrasti, ma nel segno della semplicità».


venerdì 7 marzo 2014

8 MARZO: DISOCCUPAZIONE DONNE 14,6%

Fonte: ANSA

3.157 licenziate e in mobilità nel 2013, 45 mila disoccupate.

"Sono 3.157 le donne licenziate e iscritte nelle liste di mobilità nelle Marche nel 2013 che porta a 45 mila il numero delle donne marchigiane disoccupate e inutilmente in cerca di un lavoro". Così Daniela Barbaresi, Cristiana Ilari e Claudia Mazzuchelli, delle segreterie regionali Cgil, Cisl, Uil, che l'8 marzo parlano di "nuovo drammatico record per la disoccupazione femminile, salita al 14,6%: il valore più alto raggiunto nelle Marche e peggiore della medio nazionale.


martedì 4 marzo 2014

IL COMUNE RICORDA LUIGINA MAZZOLINI

Comune di Cerreto d'Esi

Il Sindaco, l' Amministrazione Comunale e i Consiglieri, nel secondo anniversario della morte della Dottoressa LUIGINA MAZZOLINI, Vice-Sindaco di questo Comune, la ricordano martedì 4 marzo 2014 alle ore 16 presso il centro di aggregazione giovanile presso l'ex stazione.

lunedì 3 marzo 2014

ALLE CARTIERE MILIANI ARRIVANO GLI AUSTRIACI

Fonte: Il Resto del Carlino - Alessandro di Marco
http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/2014/03/02/1033544-fabriano-cartiere-miliani-austriaci-delfort.shtml


La Delfort, produttrice di carta da sigarette, a confronto col l'atturale proprietà Fedrigoni.

L'AZIENDA austriaca Delfort pronta a rilevare le storiche Cartiere Miliani o quanto meno ad instaurare una robusta partnership con gli attuali proprietari del gruppo Fedrigoni. E' qualcosa più di un'indiscrezione quella rimbalzata in queste ore in città dove operano 450 persone tra i due stabilimenti di Vetralla e Rocchetta, tanto che il Pcl – partito comunista dei lavoratori - invita il personale delle Miliani ad indire uno sciopero ad oltranza “fino a quando non verrà fatta chiarezza sulla vicenda”. Anche all'interno dei siti fabrianesi la preoccupazione è tanta, sebbene il gruppo austriaco specializzato nella produzione di carta per sigarette sia quanto meno di pari livello in termini di credenziali rispetto a Fedrigoni, al punto da vantare stabilimenti in diverse nazioni europee tra Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca e la stessa Austria. “La voce è sempre più insistente”, ammette il sindacalista Rsu della Uil Paolo Pierantoni. “Di sicuro c'è qualcosa di concreto in quanto nei giorni scorsi i dirigenti delle Cartiere Miliani-Fedrigoni di Fabriano e quelli della Fedrigoni group di Verona sono stati chiamati ad un primo confronto con i potenziali acquirenti. Una sorta di azione conoscitiva ed esplorativa, ma è chiaro che se si arriva ad un confronto di questo tipo l'interesse degli austriaci non dev'essere solo di facciata. Sappiamo che in passato proprio la Delfort si era avvicinata alle Cartiere di Carmignano, ma la trattativa non andò a buon fine: ora attendiamo di sapere come si evolverà questa eventuale contrattazione”. Anche i sindacati, dunque, hanno sùbito drizzato le antenne, pur considerando il gruppo austriaco un soggetto degno di massimo rispetto. “Dai primi contatti informali – aggiunge Pierantoni – abbiamo appreso che nel volgere di qualche giorno la Fedrigoni ci farà conoscere la sua posizione probabilmente attraverso una nota. Attendiamo, dunque, che la proprietà dica la sua per capire cosa sta succedendo, anche perché la nostra sorpresa è legata al fatto che da quando, nel 2002, le Cartiere sono passate dalle mani dello Stato a quelle della Fedrigoni l'attività è sempre andata avanti con validi risultati. Tuttora, poi, in città e in regione quello della carta è un settore decisamente solido e forse uno dei pochi non in crisi”.