ALL'OMBRA DELLA TORRE

ALL'OMBRA DELLA TORRE

sabato 13 agosto 2016

AZIENDA FALLITA RICOSTITUITA DAGLI OPERAI, D'ESI L'APOSTROFO CHE GUARDA AL FUTURO

Fonte : IL Resto del Carlino

CERRETO D’ESI, PD CONTRO GRUPPO ‘CAMBIAMENTI’

Fonte : RADIOGOLD

L’ultimo consiglio comunale ha sancito la fine del gruppo consiliare Cambiamenti con l’abbandono a sé stesso del capogruppo David Grillini da parte dei suoi consiglieri e la loro probabile entrata in maggioranza. Dopo solo un anno, questa formazione politica (se proprio così vogliamo chiamarla) si è sciolta come neve al sole. Grillini & Co. fanno finta di niente e nascondono la loro fine dietro i soliti post banali, triti, ritriti e sempre fuori tempo massimo; tentano invano di far dimenticare il voto in consiglio sulla variazione di bilancio in cui il gruppo CambiaMenti si è di nuovo spaccato: Grillini si è astenuto mentre Carnevali e Cimarossa hanno votato a favore insieme alla maggioranza. Di fatto Grillini ha dimostrato di nuovo di non riuscire a controllare il suo gruppo. Forse alcuni esponenti di CambiaMenti stanno cedendo alle sirene di Porcarelli? E come mai questo voto a favore proprio quando sono usciti alcuni atti comunali come l’appalto per la gestione degli impianti sportivi? Quando ci sono di mezzo gli interessi, si sa, anche le posizioni più convinte possono cambiare. Siccome a pensar male spesso ci si azzecca, guarda caso gli esponenti di CambiaMenti sono diventati collaborazionisti proprio adesso che il Comune vuole dare in gestione questi impianti. La fine della lista civica era già nell’aria quando i suoi esponenti si sono contraddetti tra loro nei post proprio su Casa Volpini:chi a favore all’abbattimento, chi contrario. Ancora una volta tanti galli a cantare e Grillini incapace a tenerli insieme. Totalmente allo sbando. Ora, è inutile che si dicono indignati quando hanno votato a favore del l’abbattimento! Cerretesi, se Palazzo Volpini è stato abbattuto il merito è anche loro. Non ve lo dimenticate.

Angelo Cola, segretario Pd Cerreto d’Esi

giovedì 4 agosto 2016

JP, PORCARELLI RITIRA LA PROCEDURA DI MOBILITÀ. LA SODDISFAZIONE DEL PD CERRETO

Fonte: PD CERRETO D'ESI

La forte pressione politica, sindacale e mediatica, la ferma e risoluta volontà da parte delle forze politiche e sociali di bloccare le procedure di licenziamento, il fermo monito del Governo hanno indotto la proprietà a ritirare le procedure di licenziamento avviate dall'azienda JP. Il PD di Cerreto d'Esi, nell'esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto dai lavoratori, conferma il suo impegno ad incalzare la proprietà e sollecitare le istituzioni a vigilare sulla predisposizione di un reale ed efficace piano industriale di rilancio dell'azienda, sola ed unica condizione prima di elargire fondi pubblici. Con soddisfazione intendiamo sottolineare che le istituzioni e la politica, quando vogliono, possono sviluppare un'azione politica ed autonoma che porta a risultati positivi per il mondo del lavoro. Ad oggi il ricatto di Porcarelli non è riuscito e il politico Porcarelli, nonché Sindaco di Cerreto d'Esi, dovrebbe prenderne atto dimettendosi da Sindaco di “tutti” i cerretesi
Angelo Cola Segretario PD Cerreto d'Esi

DICHIARAZIONE ON. EMANUELE LODOLINI
COMUNICATO STAMPA
DICHIARAZIONE ON LODOLINI SU RITIRO PROCEDURA MOBILITÀ LAVORATORI JP

Accolgo con soddisfazione la notizia del ritiro della procedura di mobilità per i lavoratori della JP. Il merito va ascritto alla determinazione del Governo e al Vice Ministro Bellanova, a Regioni e Comuni e alla mobilitazione del sindacato. Il Vice Ministro ha tenuto fede all'impegno che aveva assunto con me e con il collega Giulietti nell'incontro dello scorso 2 agosto al Mise.
Bene anche l'impegno della Bellanova a fissare per settembre un tavolo di confronto con il partenariato sociale. Serve, a mio avviso, un tavolo che tenga insieme governo, azienda, enti locali, sindacato e banche.

Bisogna capire bene quale sia il problema che si è determinato tra l’azienda e il sistema bancario in merito alla valutazione del piano industriale. Perché questo è il vero tema.

Colpe e responsabilità vanno collocate in questo contesto, non si devono cercare diversivi. Anche perché un progetto industriale può anche fallire, ma se non ha nemmeno inizio e il piano industriale stenta ad arrivare, allora si chiama speculazione. Fare impresa è tutta un'altra cosa. Fare l'imprenditore vuol dire, per me, investire ed impegnare i propri capitali nella propria impresa, non pretendere che altri investano e rischino al proprio posto.
Chi non distribuisce i suoi profitti deve sopportare i costi e investendo del proprio dimostrerebbe di credere nella propria impresa;  le banche poi, a loro volta imprese, devono, certamente, finanziare per sostenere l'attività economica, ma non possono sostituirsi e "regalare i soldi" a chi non ha ancora un piano industriale vero e proprio. Per quel poco che ho avuto modo di vedere dai bilanci 2014/2015 della JP quell'impresa appare allo stato attuale difficilmente finanziabile.

CASO JP, VICE-MINISTRO BELLANOVA:"ORA L'AZIENDA BLOCCHI LA PROCEDURA DI MOBILITÀ

Comunicati Stampa
Jp-ex Merloni, ora l’azienda blocchi la procedura di mobilità

E’ terminato al Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro su Jp – Ex Merloni cui hanno partecipato la Viceministro Teresa Bellanova, il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il Vicepresidente della Giunta regionale dell’Umbria Fabio Paparelli e i sindaci delle città interessate: Fabriano, Gualdo Tadino e Nocera Umbra.

“Convocherò le banche” afferma la Viceministro Bellanova a margine dell’incontro, “per capire quale sia il problema che si è determinato tra l’azienda e il sistema bancario in merito alla valutazione del piano industriale”.

“A inizio settembre fisseremo un tavolo di confronto con il partenariato sociale. Ora però – aggiunge – insisto nel chiedere all’azienda di bloccare la procedura di mobilità e di attivarsi per trovare soluzioni utili: del resto c’è ancora disponibilità per quanto riguarda l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Questa drammatizzazione – conclude Bellanova – non solo non aiuta, ma incide sul futuro dei lavoratori. Come Governo questo non lo permettiamo”.

mercoledì 3 agosto 2016

CASO JP, LA LETTERA APERTA DEL SEGRETARIO PD DI CERRETO A CERISCIOLI

CARO PRESIDENTE CERISCIOLI ASCOLTAMI.
Caro presidente ho letto con costernazione la tua dichiarazione divulgata  a mezzo stampa riguardo il tuo incontro con Giovanni Porcarelli per esaminare la situazione relativa alla vertenza JP e i possibili 400 licenziamenti.Non so se le notizie siano esaustive e riportino fedelmente i contenuti dell'incontro,qualora trovassero conferma mi rivolgo a te personalmente e ti chiedo di ascoltarmi: HAI SBAGLIATO.Non so se tu personalmente o i tuoi collaboratori ma AVETE SBAGLIATO.Ora ti spiego perché.In questi giorni il nostro territorio vive un momento difficile,la paura è quella che sulle spalle dei lavoratori si giochi una partita cinica e spietata; sta maturando nell'opinione pubblica la convinzione che la proprietà della jp non abbia veramente intenzione di impegnarsi al rilancio economico-produttivo e occupazionale della ex Antonio Merloni,ma anzi che si vuole utilizzare a fini speculativi la vita e il lavoro di tanti lavoratori.Non solo:LA GENTE PENSA CHE PORCARELLI POSSA FARE QUESTO PERCHE' IL PD LO PROTEGGE.Io non ci credo ma tu ieri hai dato corda e benzina a questa convinzione.Ascoltami caro presidente, se perdi contatto da quelli come me, che sono per convinzione personale e stima dalla tua parte, sempre e comunque,e senza chiedere niente, hai un problema.Presidente onora il mio voto ASCOLTAMI.

ANGELO COLA, SEGRETARIO PD-CERRETO-DESI

"JP, NECESSARIO L'AIUTO DELLE BANCHE". LICENZIAMENTI, SUMMIT IN REGIONE

Fonte: Resto del Carlino

sabato 30 luglio 2016

ai lavoratori: 400 licenziamenti Il provvedimento di Porcarelli è stato comunicato a ministero e sindacati

Fonte: Resto del Carlino

ri l’azienda ha chiuso i battenti per la pausa estiva dicendo stop alla produzione. Invece in vacanza ci andranno col magone i 684 dipendenti dell’azienda di elettromestici Jp perché più di uno su due perderà il posto di lavoro se il proprietario Giovanni Porcarelli darà seguito alla lettera di apertura della mobilitàcollettiva per 400 lavoratori.

Ieri la breve nota è stata inviata a sindacati e istituzioni con l’annuncio dell’imprenditore di voler più che dimezzare l’organico ovviamente senza specificare quali saranno le figure colpite dal provvedimento. Da ora ci sono 75 giorni di tempo per cercare un’intesa e dunque una soluzione alternativa attraverso una trattativa con le parti sociali e la Regione che, secondo le prime indicazioni, dovrebbe scattare ad agosto.

Secondo la Jp la decisione avrebbe origine da una situazione negativa «definitiva e strutturale» che impone «scelte di efficientamento produttivo e riduzione del personale». Di certo un’altra partita decisiva per il territorio di Fabriano, profondamentecolpito dalla crisi del suo distretto industriale che ha portato il contingente dei disoccupati attorno a 5mila unità, arrivando al 22% della popolazione attiva, ovvero quella tra i 14 e i 65 anni.

«La mobilità è irricevibile: non si usano i lavoratori per ricattare le istituzioni al fine di prendere finanziamenti pubblici», dice Fabrizio Bassotti, segretario provinciale della Fiom-Cgil, che punta il dito direttamente sul proprietario Giovanni Porcarelli (tra l’altro sindaco della cittadina di Cerreto d’Esi) e chiede anche alle istituzioni di far sentire con forza la propria voce.

domenica 17 luglio 2016

BORGHI A CERRETO D'ESI SULLE AREE INTERNE, IL PUNTO DI LODOLINI

L'onorevole Enrico Borghi ha appena ricevuto l'importante nomina a consigliere incaricato del governo per l'attuazione della Strategia Nazionale Aree Interne e la prima uscita pubblica l'ha fatta a Cerreto d'Esi nell'ambito di un incontro pubblico svoltosi il 14 luglio e promosso dal locale Circolo PD in collaborazione con il deputato Emanuele Lodolini, componente della Direzione nazionale PD e sempre attento al territorio.
È proprio Lodolini che interviene, con una nota, il giorno dopo della riuscita iniziativa con Enrico Borghi.
"Il senso della crescente attenzione al tema da parte del governo, e anche della nomina dell'On. Enrico Borghi, è duplice: da un lato conferma che il tema è stato attenzionato, dall'altra garantisce che non ci si fermerà alle periferie urbane - quelle che oggi fanno notizia - ma ci si allargherà anche alle periferie territoriali. Il Paese va tenuto unito, lavorando sulla coesione sociale e territoriale, perché la grande crisi sta spezzando il tessuto connettivo e dobbiamo tutelarlo e ricostruirlo su basi nuove".
"Certamente - commenta Lodolini - la nomina di Borghi è il riconoscimento del lavoro fatto in questi anni da amministratori e politici della montagna italiana che hanno dimostrato sul campo che questi territori sono il luogo dell'innovazione, della coesione".
"Siamo a un cambio di fase, persegue Lodolini. Ha spiegato bene Borghi a Cerreto. Fino a ieri si distribuivano risorse sulla base di parametri fisici e statistici, col risultato che si sono gonfiate le cifre per avere più risorse senza puntare alla qualità delle politiche. Con la Snai si punta ad accettare la sfida del cambiamento con le comunità locali più periferiche e disagiate che vogliono puntare a governare la modernità per giungere al loro riscatto. Se abbiamo aree dentro il Paese dove c'è desertificazione, perdita di popolazione e fuga dei giovani, significa che le politiche ordinarie e le rigidità burocratiche non hanno prodotto risposte utili. E quindi c'è da smontare e rimontare il meccanismo delle politiche. Con Aree Interne si vuole investire su chi vuole far questo mestiere, complicato ma indispensabile".
"Dobbiamo accompagnare e sostenere, senza centralismi o logiche illuministe, la volontà delle comunità locali di assumersi su di sè la sfida dell'oggi: come garantire i diritti di piena cittadinanza (istruzione, salute, mobilità) nell'era della spending rewiew che si è trasformata sui territori in arretramento o addirittura scomparsa di taluni servizi, e come generare lavoro, reddito e occupazione puntando su uno sviluppo sostenibile che metta al centro le vocazioni dei territori e la valorizzazione delle risorse locali. Non si riorganizzano i servizi di un territorio senza, o addirittura contro come talvolta capita, i Comuni e i loro Sindaci. I campi di lavoro sono definiti dalla politica generale della Snai: a fianco dei servizi, occorre lavorare su tutela attiva del territorio, natura-cultura-turismo, agroalimentare, energia, saper fare e artigianato, welfare e immigrazione. Poi deve essere la comunità locale a decidere quali campi e quali modalità. Per questo il ruolo dei Comuni, associati tra loro perché la scala necessaria va oltre il limite dell'ombra del campanile, è essenziale e decisivo".
"Per me le aree interne e le montagne sono il luogo dell'innovazione su cui si giova il futuro dell'Italia. Le città da sole non bastano. Perché sono "circondate" da una fascia di aree interne, rurali e montane, che hanno storie, peculiarità e caratteristiche proprie. E anche una maggiore resilienza di fronte ai cambiamenti, che ne fanno una palestra per l'intero Paese".

da On. Emanuele Lodolini
parlamentare Pd